giovedì 21 aprile 2016

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Da oggi chiunque sostenga le idee del CICAP, sia che sia Socio oppure no, può contribuire alle attività del Comitato senza spendere nulla: e' sufficiente devolvere il 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi al CICAP.
Il CICAP, infatti, dal 2010 e' stato riconosciuto come Associazione di promozione sociale: significa che e' possibile indicarlo nella dichiarazione dei redditi quale beneficiario del 5 per mille.

Non costa nulla perché e' il 5 per mille delle tasse che già si pagano e che, se non viene destinato a un ente indicato dal contribuente, resta allo Stato.
Devolverlo al CICAP significa aiutarci a realizzare nuove iniziative per diffondere la cultura scientifica nel nostro Paese contrastando l'ignoranza, la superstizione e il pregiudizio.

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E’ sufficiente effettuare un bonifico bancario o postale al CICAP per l’importo desiderato e il Comitato provvedera' a fornire una ricevuta da allegare alla dichiarazione dei redditi.



Per maggiori informazioni:
E-mail:      amministrazione@cicap.org    -   Telefono:. 049-686870.


Diamo spazio alle voci critiche

Domani 22 aprile 2016 alle ore 15 presso il Museo di Chimica dell'Università della Sapienza di Roma si svolgerà un seminario dal titolo:


Marco Todeschini - biografia scientifica di uno scienziato “dimenticato”
(http://www.chem.uniroma1.it/notizie/seminario-al-museo-di-chimica-1)


tenuto da Fiorenzo Zampieri, collaboratore del sito “Circolo di PsicoBioFisica - Amici di Marco Todeschini” (http://www.circolotodeschini.com/).


Todeschini (1899-1988) elaborò un modello di scienza, detto "psicobiofisica", che a suo parere avrebbe potuto spiegare e unificare fenomeni come la telepatia, la rabdomanzia, i fenomeni spiritici, l'agopuntura, o l'omeopatia.


Il CICAP chiede che il convegno dia spazio al dibattito e a posizioni critiche sulle teorie di Todeschini e non si trasformi in una celebrazione che potrebbe dare una parvenza di avallo a teorie fantasiose e mai dimostrate.


Commenta Andrea Ferrero, responsabile della formazione del CICAP:
«Quando gli enti pubblici sponsorizzano un convegno su temi scientifici hanno una responsabilità importante, perché qualunque patrocinio concesso equivale nei fatti a una patente di credibilità.»


Siamo favorevoli a discutere pubblicamente di qualsiasi teoria, ma chiediamo di farlo in modo critico e razionale a partire dalla valutazione delle prove sperimentali, che purtroppo nel caso di Todeschini non ci sono.
______________________
Ufficio Stampa - CICAP
Comitato Italiano per il
Controllo delle Affermazioni
sulle Pseudoscienze
Casella postale 847
35100 Padova
tel. e fax 049-686870
e-mail: ufficiostampa@cicap.org

venerdì 8 aprile 2016

Olivi salentini

Come forse saprete, da poco più di un anno gli oliveti di una zona della Puglia sono stati colpiti da una malattia detta CoDiRO, il Complesso del Disseccamento Rapido degli Olivi, una malattia che
colpisce le piante e le porta velocemente alla morte.


Non se ne conoscono le cause precise. C’è chi dà la colpa ai funghi, chi accusa i diserbanti a base di glifosato, chi parla di malattie che son lì fin dalla notte dei tempi e che possono essere curate con metodi “naturali”. Sono tutte ipotesi plausibili (alcune più plausibili di altre) e che devono essere studiate, ma quel che è certo è che un batterio pericoloso, la Xylella fastidiosa, c’è e si sta diffondendo verso nord, là dove con l’olio ci si vive.


Viste analoghe epidemie in altre parti del mondo, si è pensato che la causa principale, oltre ad una scarsa cura degli uliveti, sia appunto il batterio, per la precisione il suo ceppo ST53, diffuso da un insetto, la sputacchina (Philaenus spumarius).


La soluzione proposta, certamente drastica ma da precedenti esperienze probabilmente risolutiva, era di sradicare gli olivi infetti e fare una zona di ‘barriera’ intorno alle aree colpite. In questo modo l’insetto non avrebbe potuto contagiare nuove piante.


Il presidente nazionale di Confagricoltura, nell’ottobre del 2015, ha affermato: “L’emergenza Xylella deve essere risolta e tutti i protagonisti devono responsabilmente svolgere la propria parte! Ne va del futuro dell’olivicoltura nazionale e del settore vivaistico italiano. Non è più il tempo di ipotesi alternative. Occorre andare nella direzione dell’estirpazione delle piante infette per tutelare la nostra olivicoltura e la nostra agricoltura; venir meno a questi obblighi danneggia tutti, favorisce l’espandersi della fitopatia, come già accaduto con l’allargamento della zona infetta.”


Tutti d’accordo? Ovviamente no. “Non c’è nessuna emergenza!” ha dichiarato il Procuratore Cataldo Motta nel corso della conferenza stampa di dicembre nella quale è stato presentato il decreto di sequestro degli olivi, “Xylella è presente in Puglia da almeno vent'anni e ne esistono ben nove ceppi diversi”. La presenza del batterio sul territorio salentino da molti anni sarebbe la prova, secondo la Procura, dell’innocuità del batterio, tanto da giustificare il sequestro degli alberi e il blocco del piano di contenimento. 


Le affermazioni del dottor Motta non hanno convinto i ricercatori, e Le Scienze ha avviato una raccolta firme (1) per poter avere i dati scientifici alla base della decisione e poter studiare il problema con tutte le informazioni disponibili.


Ma è vero che Xylella c’è da così tanto tempo? Ed è vero che ci sono addirittura nove ceppi?


Uno studio (2) pubblicato il 2 Marzo sulla rivista "European Journal of Plant Pathology" afferma, sulla base delle numerose analisi effettuate sugli olivi salentini, che c’è un solo ceppo di batterio, non nove, originato da un’unica introduzione nel territorio salentino di una pianta costaricana contaminata.


Il 30 Marzo, un comunicato ufficiale (3) dell’EFSA, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, ha assestato un duro colpo alle speculazioni dei complottisti riguardo al disseccamento degli olivi pugliesi. Oggi chi afferma che non ci siano buone ragioni per collegare l’epidemia di CoDiRO alla Xylella fastidiosa dovrà farlo contro le evidenze scientifiche del contrario, che vanno accumulandosi sempre più.


E nel frattempo, gli olivi che secondo gli studiosi e la confagricoltura dovevano essere abbattuti per fermare l’epidemia sono ancora sequestrati, e sono ancora in piedi a diffondere l’infezione. Meno male che possiamo importare olio dalla Tunisia.




Alla prossima.




1) http://www.lescienze.it/news/2016/01/15/news/xylella_lettera_aperta_procuratore_lecce_motta-2930682/
2) http://www.lescienze.it/news/2016/03/03/news/xylella_origine_ceppo_unico-3000461/
3) http://www.lescienze.it/news/2016/03/30/news/xylella_olivi_patogeno_conferma_efsa_insetto-3033824/


Da http://www.alessandrianews.it/opinioni/olivi-salentini-130246.html

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