venerdì 29 dicembre 2017

Messaggio di fine anno...

E' stato un anno interessante, anche se non ho scritto molto, solo una trentina di post.

Ho festeggiato i miei 55 anni, i 33 anni di matrimonio con quella santa che mi sopporta, la maggiore età di quello spilungone di nostro figlio, che non è più 'il clone', ora ha un'impronta decisamente personale. Ah, anche 10 anni di blog!

Dopo un decennio quale socio CICAP, ho finalmente partecipato al convegno nazionale a Cesena, grande spettacolo di scienza!

A Novi abbiamo iniziato a fare incontri della serie 'Razionale Alcoolica', che si sono dimostrati divertenti. Per contro non abbiamo avuto conferenze in biblioteca, soprattutto per mancanza di punti in comune tra quello che avrei potuto proporre e quello che il pubblico novese preferisce (ma io non ci riesco proprio a parlare di medicina quantistica o di fiori di Bach come se fosse roba seria...).

Una cosa non è cambiata: continuo ad amare quella stupenda cosa chiamata SCIENZA, che ci permette di crescere e progredire. Se non sapete di che parlo, fatevi un regalo: guardate la serie di documentari 'COSMOS'. La trovate su NETFLIX, e la danno in replica su FOCUS.

Vi auguro un 2018 pieno di meraviglia per l'universo.


venerdì 8 dicembre 2017

Cattiva informazione

Recentemente, pur senza volere, su una pagina Facebook novese ho scatenato quella che è stata definita ‘the honey war’. La causa scatenante è stata la mia richiesta delle fonti usate per scrivere un articolo che decantava le virtù di un particolare tipo di miele. Non voglio parlare delle proprietà del miele, discorso comunque complesso ed affascinante, quanto del punto del contendere con l’autrice che pare aver preso la richiesta di fonti come critica al suo articolo.
Perché le fonti sono importanti, e dovrebbero sempre essere citate? Semplicemente per permettere al lettore che voglia approfondire di valutare personalmente l’affidabilità della fonte stessa. E la valutazione delle fonti è uno dei compiti più difficili che chiunque voglia scrivere un articolo di tipo scientifico deve affrontare!
Facciamo un esempio: la famosa rivista scientifica ‘Chemical Fuffar International’ pubblica un articolo dove descrive l’uso di colonie di batteri bioluminescenti per l’illuminazione di edifici privati e pubblici, a firma del prof. John Motefreg della prestigiosa università di Nowhere.
Io a voi scrivo che uno studio ha dimostrato che possiamo usare i batteri per illuminare le case senza consumare energia (ma non vi dico dove lo ho trovato). Wow!!!
Ovviamente ho esagerato nel rendere chiaro che la rivista scientifica è falsa, il professore inesistente e l’università introvabile, ma purtroppo questo succede molto spesso. Ci sono molte ‘pseudoriviste scientifiche’ che pubblicano qualsiasi cosa, basta pagare (1), e ci sono numerosi siti web che millantano ‘prestigiosi centri di ricerche’, ‘importanti istituzioni internazionali’, dotati di ‘comitati scientifici di alto valore’, il tutto confezionato ad arte per supportare questa o quella tesi. Andando però a grattare, si scopre che di ‘prestigioso’ c’è ben poco, mentre abbondano le affermazioni senza prove.
A queste false riviste si aggiungono programmi TV molto poco seri che spacciano opere di fantasia come reali studi scientifici. Lasciando perdere Mistero e Voyager, un triste esempio viene da un canale TV che dovrebbe garantire un minimo di rigore scientifico, Discovery Channel, che ha trasmesso una ’docu-fiction’ sulle sirene. Il link a questa trasmissione sul loro sito non è più funzionante, ma ci sono diversi blog (2 e 3) che hanno parlato della cosa, e in termini abbastanza schietti…
Non parliamo poi delle trasmissioni di pseudo-giornalismo che, per inseguire audience, confezionano servizi terrorizzanti, e distanti anni luce dalla verità. Un esempio recente è il ‘servizio’ fatto da Nadia Toffa delle Iene dove paragona gli esperimenti fatti al Gran Sasso (4) al disastro nucleare di Fukushima. Non so se la Toffa ha fatto coscientemente pessima informazione, oppure se ha solo dimostrato di non avere idea di quello che sta facendo questo gioiello (5) della ricerca italiana ed internazionale…
Insomma, parlare di scienza è difficile, ci sono tanti studi, tante ricerche e spesso quello che arriva al pubblico è parziale, distorto o esagerato. Per noi cittadini può essere un grosso problema poter distinguere da stupidaggini e vera scienza. L’unico consiglio che mi permetto di dare è di cercare sempre le fonti, e di rivolgersi a riviste e siti che hanno una consolidata tradizione e reputazione di correttezza, come il CICAP (6), Oggiscienza (7), Le Scienze (8). Anche loro sbagliano, ma quando succede lo ammettono e ritrattano, e soprattutto mettono le fonti!
A proposito dei batteri bioluminescenti che ho citato prima: esistono, anche se non servono ad illuminare casa, e gli studi sulla GFP (proteina fluorescente verde) hanno fatto vincere il Nobel per la chimica del 2008 a Shimomura, Chalfie, and Tsien (9). Quelli sono studi veri, pubblicati su riviste serie, riproducibili e giustamente premiati!
Buone Feste ed alla prossima!
P.S.: aggiungo il mio personale plauso ai ragazzi della 5° E del Liceo Amaldi per la loro decisione di vaccinarsi in massa contro l’influenza per difendere il loro compagno che ha un sistema immunitario molto debole per le cure antitumorali che sta facendo (10). Bravissimi!!!
Foto tratta dalla presentazione del Dott. Tsien disponibile nel sito del premio Nobel.
  1. https://www.wired.it/scienza/lab/2013/12/27/le-migliori-bufale-scientifiche-del-2013/
  2. https://emiliogiulio.com/2013/06/24/sirene-il-mistero-svelato-e-la-bufala-servita/
  3. https://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-scoperta-da-un-documentario.html
  4. https://oggiscienza.it/2017/12/04/esperimento-sox-laboratori-nazionali-gran-sasso-sicuro/
  5. https://oggiscienza.it/2017/12/05/esperimento-sox-laboratori-gran-sasso/
  6. https://www.cicap.org/n/index.php
  7. https://oggiscienza.it/
  8. http://www.lescienze.it/
  9. http://home.sandiego.edu/~cloer/nobel08.html
  10. http://novionline.alessandrianews.it/novi-ligure/vaccini-153678.html

lunedì 4 dicembre 2017

Pale blue dot.

 
The Pale Blue Dot è una fotografia della Terra, scattata nel 1990 dalla sonda spaziale Voyager 1 quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza, che mette in evidenza quanto minuscolo sia il nostro pianeta contro la vastità dello spazio.
Questa foto ispirò il seguente toccante brano di Carl Sagan.
«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse.
Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita.
L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.
La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.
Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida.
Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.»