martedì 21 marzo 2017

Appello per il diritto a una corretta informazione

Condivido e supporto con convinzione l'appello lanciato da Laura Boldrini con il sito Basta Bufale, e  invito anche voi a firmare per una corretta informazione.


Di seguito l'appello a firma Laura Boldrini, per firmare clicca qui.
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Essere informati correttamente è un diritto. Essere disinformati è un pericolo.

Ho deciso di lanciare questo appello perché ritengo che il web sia un importante strumento di conoscenza e democrazia. Ma spesso anche luogo di operazioni spregiudicate, facilitate dalla tendenza delle persone a prediligere informazioni che confermino le proprie idee. In rete sono nati fenomeni nuovi, come le fabbriche di bufale a scopo commerciale o di propaganda politica e certo giornalismo “acchiappaclick”, più interessato a incrementare il numero dei lettori anziché a curare l’attendibilità delle fonti.

Le bufale creano confusione, seminano paure e odio e inquinano irrimediabilmente il dibattito. 

Le bufale non sono innocue goliardate. Le bufale possono provocare danni reali alle persone, come si è visto anche nel caso dei vaccini pediatrici, delle terapie mediche improvvisate o delle truffe online.

Questo è il tempo della responsabilità. È necessario mobilitarsi, ciascuno di noi deve fare qualcosa per contrastare la disinformazione e contribuire a tutelare la libertà del web e la dignità di chi utilizza questo spazio che offre enormi opportunità culturali, relazionali ed economiche.

Non si tratta né di bavagli né di censure. Si tratta di reagire e affrontare un problema che ci riguarda tutti. Firmare questo appello significa fare la propria parte e dare il proprio contributo. Alcuni ambiti, poi, sono più esposti di altri e hanno una maggiore responsabilità: la scuola in primis, ma anche l’informazione, le imprese, i social network. A chi vi opera chiediamo uno sforzo aggiuntivo.
       
Firma per dire NO alle bufale, SÌ alla corretta informazione
      
Laura Boldrini                

http://www.bastabufale.it

lunedì 20 marzo 2017

La Razionale Alcoolica: "Integratori senza integralismi"

Terzo appuntamento novese della "La razionale alcoolica", versione italiana degli "Skeptics in the pub": una serata per discutere insieme di scienza e misteri, con l'aiuto della razionalità e della birra.

Il prossimo incontro si svolgerà mercoledì 22 Marzo 2017 alle 21 presso il Dorian Gray Ristorante Letterario in Via Roma 51 a Novi Ligure, sul tema:



"Integratori senza integralismi"



Il mercato ci offre integratori di ogni genere: vitaminici, ricostituenti, dimagranti, antiage, antistress... Ma cosa contengono veramente? Sono veramente efficaci?

Ne parliamo con la dottoressa Eleonora Galmozzi al prossimo appuntamento de La Razionale Alcoolica!


Eleonora Galmozzi, medico chirurgo, specialista in odontoiatria, è membro del CICAP da molti anni. Si interessa da sempre di terapie alternative, integratori e leggende alimentari.

E’ prevista la possibilità di optare per una consumazione “ricercata” che permetterà alla nostra graditissima ospite di rispondere ad eventuali curiosità su zenzero, cioccolato e the verde.


Menù 'speciale' per la serata:
Piatto unico di pollo allo zenzero con riso pilaf all'arancia
Boule di cioccolato al tè verde giapponese matcha
Prezzo 10€ Bevande escluse


Solo su prenotazione al numero: 339 39 58 744









giovedì 16 marzo 2017

Non è vero… ma ci credo. Perché?

Non è vero... ma ci credo è una commedia scritta dal grande Peppino De Filippo nel 1942, da cui venne pure tratto un film, interpretato dallo stesso Peppino e dalla sorella Titina, insieme ad altri
grandi attori del cinema italiano.

Non è vero... ma ci credo è ormai diventato anche un diffuso modo di dire per indicare l’atteggiamento di molte persone nei confronti delle superstizioni. Anche se non ci si crede razionalmente e fino in fondo, certe espressioni verbali, alla base delle quali ci sono convinzioni superstiziose, vengono comunemente ripetute anche dalle persone più razionali e sono diventate ormai una forma di cortesia. Chi non ha mai augurato In bocca al lupo! a un amico che sta per affrontare una prova importante nella vita? Chi non ha mai detto Salute! a qualcuno che ha starnutito? Chi, aspettando un responso importante, non ha mai esclamato Incrociamo le dita!, e magari lo ha pure fatto materialmente.

«Non è vero... e non ci credo!» è invece il motto della "Giornata Anti-superstizione" che il CICAP, da diversi anni, organizza quando nel calendario capita un venerdì 17, come appunto domani, 17 Marzo 2017.

La Giornata Anti-Superstizione parte dall'idea che essere superstiziosi... porta male. Credere che un oggetto, una persona o una frase abbiano il potere di procurare disastri è una profezia che si auto avvera. Chi si lascia condizionare dalla superstizione, ritenendosi sfortunato altera inconsapevolmente il suo comportamento e finisce per provocare gli eventi sfortunati che tanto lo spaventano.

Sono tante le superstizioni che incrociano la nostra vita, e seguirle tutte è quasi impossibile. Un amico del CICAP, Silvano Fuso, di Genova, anni fa scrisse un manualetto raccogliendo le principali e le più bizzarre di queste credenze, e se in alcuni casi si possono fare delle ipotesi più o meno logiche sulla loro origine, altre lasciano letteralmente sbalorditi.

Per esempio, tra le tante superstizioni riguardanti il sale vi è quella relativa alle disgrazie che toccano a chiunque lo versi accidentalmente. Per rimediare è assolutamente necessario lanciarne un po’ dietro la schiena, senza guardare dove andrà a cadere. Si può ragionevolmente ipotizzare che questa credenza nasca dal grande valore che il sale aveva un tempo, e che il suo spreco fosse quindi visto di… malocchio. Sul perché bisogni lanciarne un po’ dietro la schiena per scongiurare la sfortuna non azzardo ipotesi…

Una spiegazione simile si può proporre per le sventure in caso di spandimento di olio oppure per i sette anni di guai in caso di rottura di specchio: olio e specchi erano generi costosi, da trattare con cura, e la superstizione poteva ‘invogliare’ a prestare la dovuta attenzione nel maneggiarli.

Una superstizione che mi piace citare è legata alla barba: secondo alcuni radersi di venerdì (e talvolta di martedì) porterebbe male e favorirebbe l’infedeltà della propria moglie. La cosa mi lascia veramente perplesso, e sarei grato a chiunque volesse propormi una spiegazione logica…

Occorre anche dire che in generale credenze e superstizioni non hanno una origine ben precisa. Le stesse spiegazioni che gli scettici inveterati come me amano proporre possono essere a loro volta delle credenze! Credo sia noto a molti che se si accendono 3 sigarette con lo stesso fiammifero il più giovane è destinato a morire. Danni del fumo a parte, la spiegazione che ho sempre sentito è legata alla prima guerra mondiale: i cecchini cercavano le fiammelle di chi si accendeva una sigaretta per avere un punto di mira, e siccome si faceva accendere per primo al più vecchio e per ultimo al più giovane, questi era il più facilmente preso di mira. Ho recentemente scoperto che pare che questa credenza esistesse già alla fine del 1800 in Messico, rendendo anacronistica la spiegazione basata sulla Grande Guerra.

Come spiega Massimo Polidoro, segretario del CICAP: “Essere superstiziosi condiziona negativamente la vita delle persone, che senza accorgersene alterano il proprio comportamento finendo per provocare proprio gli eventi sfortunati che tanto li spaventano. Oppure, interpretano in modo negativo qualunque circostanza legata a un oggetto ritenuto “porta-jella.  Non dimentichiamo, infine, che la memoria è selettiva, vale a dire che tendiamo a ricordare di più gli eventi che confermano le nostre credenze, piuttosto che quelli che le smentiscono».

Tra i vari eventi che il CICAP organizza per ‘festeggiare’ il venerdì 17, domani a Novi ci sarà una deliziosa ‘Cena in Viola’ organizzata dal Dorian Gray Ristorante letterario (informazioni a questo link. Prenotazioni al numero 339 395 8744), durante la quale Silvano Fuso ed il sottoscritto cercheranno di rispondere alle vostre curiosità scaramantiche.

Buon venerdì 17 a tutti!

giovedì 9 marzo 2017

GAS 2017 - Cena in Viola!

Il prossimo Venerdì 17 Marzo, il Dorian Gray Ristorante Letterario si unisce al CICAP per festeggiare la Giornata Anti Superstizione, con una fantastica

Cena In Viola!

La cena inizierà alle ore 20.17, ed il menù, offerto al prezzo di 25€, prevede:
  • Uovo del diavolo con anatra e mele.
  • Riso nero con granchio al peperoncino e basilico.
  • Filetti di orata in camicia di noci su patate viola.
  • Panna cotta viola alla lavanda.
  • Acqua, Vino o Birra, Caffè
Durante la serata Silvano Fuso, socio effettivo del CICAP ed autore di diversi libri, tra cui uno specifico sulle superstizioni, con il superfluo aiuto del sottoscritto, parlerà di come nascono le superstizioni, e proporrà dei semplici test per ottenere il Diploma di Antisuperstizioso.

Indumenti o accessori viola sono molto graditi ma non obbligatori.

E' richiesta la prenotazione al numero 339 39 58 744

Clicca per ingrandire

mercoledì 8 marzo 2017

Dolce è la vita!

Lo zucchero, o per essere più precisi il saccarosio, addolcisce la nostra vita da circa 7000 anni. Dalla canna da zucchero si estraeva, per bollitura e spremitura, un succo dolce. Pare che questo vegetale, originario di Papua Nuova Guinea sia stato esportato in Cina ed in India dai polinesiani, e da lì si sia poi diffuso grazie ai Persiani e poi soprattutto al mondo arabo. Nel IX secolo, la ‘canna di Persia’ veniva coltivata in Sicilia, introdotta appunto dagli arabi.

Per molti anni il ‘sale arabo’ rimase una spezia rara e preziosa, venduta a caro prezzo soprattutto per usi medicinali. Per usi più popolari, ma non certo disponibile su tutte le tavole, veniva usato il miele.
Dopo la scoperta delle Americhe, gli spagnoli introdussero nel Nuovo Mondo la coltivazione della canna, rendendo lo zucchero più comune, anche se sempre molto costoso, permettendo la nascita della pasticceria europea.

Motivi economici e politici spinsero gli europei a trovare una alternativa alla canna, e si scoprirono così delle varietà di barbabietola ad alto tasso zuccherino, la cui coltivazione in Europa fu incoraggiata da Napoleone.

Oggi la produzione mondiale di zucchero deriva per circa il 70% dalla canna da zucchero, e per il restante 30% dalla barbabietola, ed è un prodotto comune e a basso prezzo.

Chimicamente non esiste nessuna differenza tra il saccarosio estratto dalla canna e quello estratto dalla barbabietola. La formula è la stessa, un disaccaride composto da una molecola di fruttosio ed una di glucosio, ed il colore dei cristalli dipende esclusivamente dal grado di raffinazione – più è puro e più è chiaro. Dal saccarosio discendono poi i polisaccaridi (catene di molecole di saccarosio) come l’amido e la cellulosa.

Ovviamente lo zucchero ha i suoi problemi. No, il colore NON è tra questi, anche se qualcuno sparge la bufala che lo zucchero bianco sarebbe cancerogeno. Lo zucchero, o per meglio dire il suo uso eccessivo, è, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra le probabili cause di varie patologie, tra cui le principali sono l'iperglicemia, l'obesità, danni cardiovascolari in genere, diabete e carie dentaria.

Per limitare l’apporto di calorie dello zucchero, ed anche per cercare alternative meno costose, sono stati scoperti o inventati altri dolcificanti. Uno dei primi è la saccarina, che dolcifica 450 volte più dello zucchero ma che ha un retrogusto amarognolo.

Per risolvere i problemi di gusto della saccarina, spesso viene usata in combinazione con altri dolcificanti sintetici, come l’aspartame (potere dolcificante 200 volte lo zucchero) o il ciclamato (circa 40 volte più dolcificante dello zucchero).

Ci sono molti altri dolcificanti usati nell’industria alimentare. Per esempio, il neotamo, tra le 7 000 e le 13 000 volte più dolce dello zucchero, ed usato per diversi prodotti ipocalorici.
Un prodotto particolare è il sucralosio, derivato dallo zucchero ma 600 volte più dolce, e non assimilabile dall’organismo, quindi a calorie zero. A differenza di altri dolcificanti artificiali, è termostabile, quindi può essere usato in prodotti da forno.

Tutti questi dolcificanti, e quelli che non ho citato, permettono di addolcirci la vita senza appesantirci il girovita. Tuttavia ci sono dei dubbi sulla sicurezza di questi prodotti. In alcuni studi di laboratorio (in genere sui ratti), per alte dosi di dolcificanti si sono notate reazioni di diverso tipo, da insorgenza di tumori ad effetti indesiderati su ghiandole come il timo, pertanto sono stati fissati dei limiti di utilizzo cautelativi.

Per esempio, la dose accettabile di ingestione giornaliera di sucralosio ammonta a 9 mg/kg del peso corporeo, corrispondente, per una persona di 80 kg, a 60 bustine standard di questo dolcificante, mentre la dose che ha evidenziato problemi nei ratti di laboratorio è di 3000 mg/kg di peso corporeo al giorno per almeno 4 settimane (ovvero 20 MILA bustine al giorno per la nostra persona di 80 kg).
Per l'aspartame il limite raccomandato è di 40 mg/kg al giorno, mentre la saccarina è considerata cancerogena in caso se ne ingeriscano 4gr/kg in dose unica (ovvero più di 300 grammi per 80 kg di peso).

Comunque, niente paura. Sia per lo zucchero che per i suoi sostituti il segreto è sempre lo stesso: non esagerare! Bersi 5 litri di bevande zuccherate o dolcificate che siano, è un eccesso che va evitato, mentre un uso equilibrato e moderato di prodotti dolci, a meno che non abbiate specifici problemi di salute, non vi porterà danni.

Alla prossima!

Da http://novionline.alessandrianews.it/novi-ligure/dolce-vita-144298.html

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