mercoledì 14 novembre 2018

Che tristezza quando Comuni e biblioteche sponsorizzano superstizioni...

Non voglio fare nomi né citare città perché non voglio parlare nello specifico di una persona quando il problema è generale.

Ho ricevuto tramite la newsletter di una biblioteca civica l’invito diffuso da altra biblioteca civica, con comunicato stampa emesso dall’assessorato alla comunicazione di un comune, ad una serata dall’invitante titolo: "Pulizia pranica e riequilibrio dei chakra".

Ripeto, non faccio nomi in quanto non voglio discutere le persone coinvolte, che sicuramente fanno quello che fanno in perfetta buona fede, con impegno e serietà.

Tuttavia, non posso essere felice del fatto che non uno bensì due diversi enti pubblici sponsorizzino una serata che parla di una pratica totalmente priva di fondamento scientifico. Un ente pubblico dovrebbe avere un controllo, anche minimo, sulla qualità degli eventi che promuove, e sponsorizzare una pratica che per usare termini educati sarebbe da definire ‘superstizione’ secondo me non è corretto, ed è spreco di soldi pubblici.

Insomma, come si può prendere seriamente una serata in cui “si parlerà di due antiche arti di riequilibrio che utilizzano il Ki (Prana, Chi o Energia Vitale) e agiscono sul corpo fisico nella sua interezza, sia sull'energia dei Chakra”, quando chakra, ki e prana sono, per essere gentili, delle favole?

Oppure, riporto una frase del comunicato stampa che brilla per l’assoluta mancanza di senso fisico:
Rimuovendo l'energia bloccata, energizzando con il Prana o il Ki le parti del corpo sofferenti e ristabilendo il movimento energetico naturale dei Chakra, portano immediato beneficio alla persona.”

Beh, se la serata la pubblicizza una biblioteca e un comune, qualcuno potrebbe prendere queste ‘fantasie’ per reali, e soprattutto si continua a diffondere una pseudocultura dell’esoterico.

Purtroppo, il problema non è di un comune o di una biblioteca. Troppo spesso ho visto incontri organizzati da vari enti locali, con manifesti e locandine per ogni dove, per trattare ‘importanti’ argomenti come la medicina quantistica, l’omeopatia o i fiori di Bach. Ovvero il nulla usato per NON curare malattie reali.

Sono ovviamente disponibile a rimangiarmi quanto detto nel momento in cui qualcuno mi porterà delle prove della realtà di queste pratiche. Temo però che per queste prove mi toccherà aspettare molto a lungo…

Lunga vita e prosperità.

4 commenti:

Mattia Paoli ha detto...

Basta scrivere due righe di protesta: biblioteca@comune.serravalle-scrivia.al.it cc sindaco@comune.serravalle-scrivia.al.it :)

Claudio Casonato ha detto...

Certamente sono strade che qualcuno sta già percorrendo... 😉

Mattia Paoli ha detto...

La risposta della biblioteca:

Il ruolo prioritario di una Biblioteca è quello di diffondere la conoscenza, intesa nel senso più ampio del termine, che deriva da altri saperi, da altre tradizioni, da altre culture. Offrire occasioni di confronto, fare informazione anche ampliando le proprie conoscenze, dando uno sguardo a pratiche che vengono utilizzate da secoli altrove, anche se alla mentalità pragmatica e razionale occidentale possono apparire strane se non addirittura fantastiche.



Le due conferenze che ci ha proposto l’Uniduevalli, rappresentano un’occasione per conoscere ed avvicinarsi ad altre culture senza censure, senza pregiudizi di alcun genere. Con questi incontri si viene a contatto con filosofie di vita, con un modo di pensare e di vedere l’uomo e la realtà che lo circonda, molto diverso dal nostro ma non per questo meno degno di rispetto.



Certe tematiche possono anche risultare scomode ma si organizzano proprio per cercare di sfatare le “superstizioni” e le informazioni distorte e parziali che accompagnano alcune pratiche, ed è bene insistere sul termine “pratiche” e non “medicine” in quanto si tratta proprio di tecniche che possono aiutare a ritrovare un benessere psico-fisico.

Il tutto, ovviamente, senza creare contrapposizione con la medicina tradizionale, senza avvalorare scontri tra la medicina occidentale e quella orientale. E sostenere che parlare di “chakra” sia disquisire di argomenti esoterici è quanto mai lontano dal vero e quanto mai vicino, questo sì, alla ‘superstizione’.



Se avremo il piacere di averla nostro ospite potrà verificare di persona che non ci sono sponsorizzazioni di sorta, ma più semplicemente che l’Uniduevalli, il Comune e questa Biblioteca hanno svolto il loro ruolo agevolando la comunicazione e l’informazione. Poi ognuno di noi potrà valutare, formarsi una propria libera opinione, anche critica.



Abbiamo troppo rispetto e considerazione per le persone che frequentano i corsi dell’Uniduevalli e le iniziative della Biblioteca per proporre imbonitori, stregoni e raccontafavole. Certo non possiamo piacere a tutti.



La Direttrice della Biblioteca

(Dott.ssa Pierangela Eliogabalo)

Claudio Casonato ha detto...

Grazie Mattia.
E' divertente che definiscano certe tematiche 'scomode'.
E non riconoscere l'esoterismo dei chakra è impagabile.