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giovedì 29 agosto 2019

Povera Terra...

Il nostro terzo sasso dal Sole, infestato da bipedi che diventano sempre più ignoranti e sempre meno attenti agli altri e al proprio futuro...

I miei tre lettori si saranno accorti che ho praticamente smesso di pubblicare in questo blog. Ho un reblog dove, quando ho tempo, ripubblico articoli da siti di vera informazione scientifica e di vero debunking, più che altro per dare i miei due cents di visibilità.

Io ho però perso un po' la voglia di scrivere e di fare, non ne vedo l'utilità. Forse sono pessimista, magari è solo un periodo di stanchezza e di altri impegni, ma così è.

Vi lascio, almeno per il momento, riprendendo un brano di Carl Sagan, che avevo già pubblicato in passato, ma che visti gli ultimi avvenimenti, le scellerate politiche portate avanti in troppi paesi, è sempre più attuale.

A presto.



 
The Pale Blue Dot è una fotografia della Terra, scattata nel 1990 dalla sonda spaziale Voyager 1 quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza, che mette in evidenza quanto minuscolo sia il nostro pianeta contro la vastità dello spazio.
Questa foto ispirò il seguente toccante brano di Carl Sagan.
«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse.
Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita.
L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.
La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.
Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida.
Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.»

lunedì 19 agosto 2019

Geolocalizzazione

La recente tragedia dell'escursionista francese morto nel Cilento mi ha fatto pensare a come si possa individuare una persona persa, magari in zone impervie.
Grazie anche alle indicazioni di alcuni amici, come FV, MB o GC, ho trovato alcune informazioni che credo possano interessare tutti.
Premessa: perché quanto segue possa funzionare è necessario almeno avere uno smartphone con connessione TELEFONICA. Non è necessario che sia attiva la trasmissione dati.
Esiste una APP, Where Are U 112, che invia automaticamente le coordinate GPS non appena si fa partire la chiamata di emergenza via app. Purtroppo non funziona ancora in tutta Italia.
Sistema simile, e forse ancora più semplice, è AML, installato in tutti i telefoni Android dal 2016 in poi, e negli iPhone dalla primavera 2018. Quando dal cellulare si invia una chiamata al numero di emergenza (112 in Europa), automaticamente il telefono invia anche un SMS con i dati di geolocalizzazione. Anche questo, purtroppo, non funziona ancora in Italia, e in Europa è operativo solo in 7 stati. Dovrebbe essere implementato in tutta la UE entro il 2020.
Se non avete una app dedicata, e AML non è attivo, potete sempre trovare le vostre coordinate GPS usando la bussola inclusa negli iPhone (per gli Android bisogna scaricare una qualsiasi app 'bussola'), e comunicarla telefonicamente ai soccorsi.
Se il vostro smartphone ha la connessione dati, sia Google Maps che WhatsApp hanno l'opzione per condividere la propria posizione.
Suggerisco a tutti di fare qualche prova con questi sistemi, soprattutto se si prevede di fare escursioni in zone poco frequentate.

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