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giovedì 17 ottobre 2019

Contro le malattie ascoltiamo gli esperti. Quelli veri, però.

Francesco Bonifazi morì a 7 anni, il 27 maggio del 2017, a seguito di una otite, curata con rimedi omeopatici, che si trasformò in una meningite, causa ultima del decesso del povero piccolo.
L’omeopata di Pesaro Massimiliano Mecozzi venne interpellato dai genitori di Francesco il 7 maggio 2017. Il bambino aveva un'otite media acuta e a fronte del suo aggravamento (dolore dapprima all'orecchio destro e poi a quello sinistro, fuoriuscita abbondante di liquido da entrambe le orecchie, rialzi febbrili fino a 39,5 °C, cefalea, irritabilità, dimagrimento, apatia), Mecozzi, secondo l’accusa della Procura della Repubblica di Ancona, sottostimò il quadro clinico indicativo di un'infezione locale di elevata gravità, omise di procedere ad ogni approfondimento diagnostico; prescrisse una terapia esclusivamente a base di medicinali omeopatici, omettendo la prescrizione delle necessarie terapie antibiotiche raccomandate dalle Linee Guida della Società Italiana di Pediatria, prospettando ai genitori del ragazzo l'insorgenza di gravi malattie (sordità, coma epatico) quale conseguenza della somministrazione di farmaci antibiotici e tachipirina e, per tale ragione, li esortò a non condurre il minore in ospedale.
La Procura della Repubblica di Ancona ha accusato Massimiliano Mecozzi di essere responsabile della morte del piccolo Francesco Bonifazi. Il processo penale è iniziato 24 settembre scorso e la prima udienza è stata rinviata al 14 gennaio del 2020.

All’udienza si sono costituiti parti civili i nonni del minore, mentre i genitori dello stesso sono stati condannati precedentemente dal GUP del Tribunale di Ancona in primo grado a tre mesi di reclusione per non “aver esercitato l’obbligo di protezione nei confronti del figlio”.
Perché vi racconto questo? Dopotutto già ho scritto, portando molta documentazione a supporto, che non esistono studi clinici verificati che giustifichino questa pratica, che non ha una base teorica, che la chimica e la fisiologia dicono chiaramente che non c’è nulla dentro.
Purtroppo, questa pratica continua ad avere seguito: su di me ha funzionato, mio cugino è guarito, dopotutto si vende in farmacia, che ne sai tu non sei un medico… Anzi, i più informati avranno notato che è appena uscita una review che dimostra come l’omeopatia sia indicata per l’otite e sia migliore degli antibiotici.
Ecco, questa volta non voglio parlarvi dell’inefficacia (oltre il placebo) dell’omeopatia, di chi è morto o ha avuto danni permanenti per essersi ‘curato’ con palline di zucchero.
Voglio semplicemente invitarvi a distinguere le fonti autorevoli da quelle… diciamo meno autorevoli. Perché è vero che bisogna informarsi, e Internet può essere un valido aiuto, ma bisogna anche sapere come valutare quello che si legge. Non tutti gli studi pubblicati sono scientifici, e non tutte le riviste hanno lo stesso peso. Per esempio, avete mai sentito il termine ‘rivista predatoria’? Così vengono definite le riviste che per soldi pubblicano qualsiasi articolo con la minima parvenza di essere scientifico, senza nessuna verifica o controllo. E c’è chi poi usa queste pubblicazioni per difendere pratiche indifendibili.
Indovinate un po’ dove è stata pubblicata questa ‘review’ a favore dell’omeopatia? Non ve lo dico io, se volete potete trovare tutti i dettagli sul sito di Patto per la Scienza: https://www.pattoperlascienza.it/2019/10/07/una-lettura-illuminante-lultima-review-a-supporto-dellomeopatia/
Lo so, non è facile distinguere il grano dalla pula, ma lo sforzo vi aiuterà a vivere meglio informati.
Alla prossima

giovedì 29 agosto 2019

Povera Terra...

Il nostro terzo sasso dal Sole, infestato da bipedi che diventano sempre più ignoranti e sempre meno attenti agli altri e al proprio futuro...

I miei tre lettori si saranno accorti che ho praticamente smesso di pubblicare in questo blog. Ho un reblog dove, quando ho tempo, ripubblico articoli da siti di vera informazione scientifica e di vero debunking, più che altro per dare i miei due cents di visibilità.

Io ho però perso un po' la voglia di scrivere e di fare, non ne vedo l'utilità. Forse sono pessimista, magari è solo un periodo di stanchezza e di altri impegni, ma così è.

Vi lascio, almeno per il momento, riprendendo un brano di Carl Sagan, che avevo già pubblicato in passato, ma che visti gli ultimi avvenimenti, le scellerate politiche portate avanti in troppi paesi, è sempre più attuale.

A presto.



 
The Pale Blue Dot è una fotografia della Terra, scattata nel 1990 dalla sonda spaziale Voyager 1 quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza, che mette in evidenza quanto minuscolo sia il nostro pianeta contro la vastità dello spazio.
Questa foto ispirò il seguente toccante brano di Carl Sagan.
«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse.
Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita.
L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.
La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.
Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida.
Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.»

lunedì 19 agosto 2019

Geolocalizzazione

La recente tragedia dell'escursionista francese morto nel Cilento mi ha fatto pensare a come si possa individuare una persona persa, magari in zone impervie.
Grazie anche alle indicazioni di alcuni amici, come FV, MB o GC, ho trovato alcune informazioni che credo possano interessare tutti.
Premessa: perché quanto segue possa funzionare è necessario almeno avere uno smartphone con connessione TELEFONICA. Non è necessario che sia attiva la trasmissione dati.
Esiste una APP, Where Are U 112, che invia automaticamente le coordinate GPS non appena si fa partire la chiamata di emergenza via app. Purtroppo non funziona ancora in tutta Italia.
Sistema simile, e forse ancora più semplice, è AML, installato in tutti i telefoni Android dal 2016 in poi, e negli iPhone dalla primavera 2018. Quando dal cellulare si invia una chiamata al numero di emergenza (112 in Europa), automaticamente il telefono invia anche un SMS con i dati di geolocalizzazione. Anche questo, purtroppo, non funziona ancora in Italia, e in Europa è operativo solo in 7 stati. Dovrebbe essere implementato in tutta la UE entro il 2020.
Se non avete una app dedicata, e AML non è attivo, potete sempre trovare le vostre coordinate GPS usando la bussola inclusa negli iPhone (per gli Android bisogna scaricare una qualsiasi app 'bussola'), e comunicarla telefonicamente ai soccorsi.
Se il vostro smartphone ha la connessione dati, sia Google Maps che WhatsApp hanno l'opzione per condividere la propria posizione.
Suggerisco a tutti di fare qualche prova con questi sistemi, soprattutto se si prevede di fare escursioni in zone poco frequentate.

lunedì 29 luglio 2019

La difficile vita dei rifiuti

La nuova giunta della città dove vivo ha recentemente iniziato una rivalutazione del sistema di raccolta dei rifiuti, rimandando l'avvio del porta a porta 'spinto', il cosiddetto 'Modello Contarina', e prendendo in considerazione anche l'eventuale costruzione di un termovalorizzatore.
Ovviamente una notizia del genere ha scatenato i commenti sui social, e ho letto affermazioni di ogni tipo, tra cui la completa inutilità dei termovalorizzatori (definiti il male assoluto) perché con la raccolta differenziata si risolve del tutto il problema.
Ho la netta sensazione che molti commentatori, soprattutto i più scatenati, non abbiano chiarissimo il problema rifiuti. Non che io sia un grande esperto, ma qualcosina, sia per interesse ecologista che per incarichi lavorativi, purtroppo ne mastico.
Per prima cosa bisogna aver ben chiaro che non esiste un tipo di rifiuti. Ci sono quelli urbani, quelli speciali, quelli industriali, quelli da scavo eccetera. Esistono norme a livello europeo che codificano i rifiuti con il cosiddetto Codice CER, e che cercano di garantire tracciabilità dei diversi tipi di rifiuto per evitare 'sparizioni'...
Ogni tipo di rifiuto deve essere trattato nel modo corretto, e il primo obiettivo del sistema è il RIUTILIZZO, il RECUPERO e il RICICLAGGIO. Siccome questo non è possibile per tutto, ci sono poi il conferimento in discarica e l'incenerimento.
L'Unione Europea cerca di darsi delle norme per la corretta gestione dei rifiuti. Non sempre rappresentano il meglio offerto dalla tecnologia, ma almeno ci sono delle basi comuni valide come il pacchetto economia circolare e la direttiva plastiche monouso. E tutto si può, anzi si deve, migliorare.
Considerando tutto il 'sistema rifiuti', a mio avviso ci sono diversi passi da considerare, che in funzione dell'ambito, domestico, industriale, sanitario, possono essere facili e risolutivi o estremamente difficili da gestire.
1 - EVITARE di produrre il rifiuto. Sembra banale, ma non comprare più cibo di quello che occorre, non usare contenitori monouso, privilegiare prodotti con imballo ridotto è il primo passo per la riduzione di rifiuti prodotti.
2 - Valutare se si può riutilizzare. Quello che per noi è un rifiuto per altri può essere utile. Per esempio, se decido di liberare la libreria, invece di buttare libri e riviste posso cercare qualche biblioteca o centro di incontro dove i nostri vecchi libri possono avere una nuova vita.
3 - Fare la RACCOLTA DIFFERENZIATA. Buttare tutto in un sacchetto rende molto difficile riuscire a recuperare e riciclare. Difficile è trovare il giusto equilibrio tra facilità di gestione da parte del produttore ed efficacia della raccolta, anche perché ci vuole una buona qualità del rifiuto differenziato per permettere un buon risultato del passo successivo.
4 - RICICLARE e RECUPERARE il rifiuto differenziato. Qui è dove ci sono i problemi più grossi. Riciclare il vetro raccolto alla rinfusa è facile, ma occorrono impianti all'avanguardia per separare i diversi tipi di vetro e avere un risultato economicamente e qualitativamente valido. Molto più difficile il riciclaggio della plastica, o meglio 'delle plastiche'. Ci sono ovviamente diversi sistemi per la separazione e il riutilizzo/riciclaggio delle plastiche, e per certi materiali si potrebbe arrivare a percentuali di riutilizzo superiori al 90%, ma allo stato attuale ci ritroviamo con situazioni a dir poco imbarazzanti. La Cina ha bloccato l'import di rifiuti in plastica, e i depositi italiani sono tanto pieni di balle di plastica che ogni tanto, 'casualmente', prendono fuoco… qualche esempio:
5 - E quello che resta? Si, perché anche assumendo che i passi da 1 a 4 siano stati fatti bene, che si sia fatto poco rifiuto, sia stata fatta la raccolta differenziata e si sia riciclato il tutto, che si siano rivisti i processi industriali per ridurre ancora, esiste ancora una parte di rifiuti, sia urbani che industriali (inclusi i rifiuti del riciclaggio) che in qualche modo deve essere smaltita.
A questo punto ci sono 2 alternative: discariche e termovalorizzatori. Le discariche significa fare un buco e lasciare li la roba ad accumularsi. I termovalorizzatori permettono di generare energia da rifiuti, e di ridurre di moltissimo la parte che va in discarica (perché ci sono le ceneri, che non sempre sono riutilizzabili…).
Ovviamente sia le discariche che i termovalorizzatori hanno i loro difetti, che andrebbero però valutati correttamente nell'intero ciclo dei rifiuti, e applicando il meglio delle tecnologie oggi disponibili. Un esempio è il termovalorizzatore di Copenaghen, mentre per le discariche non ho esempi virtuosi.
Soprattutto, non sono cose che si possono discutere senza dati di fatto oggettivi e in base allo schieramento politico...

venerdì 5 luglio 2019

Responsabilità di chi scrive o commenta sul Web (UPD 05-07-2019)

Il web è un mezzo potente, ed è soggetto alle leggi sulla privacy e sulla diffamazione, a cui cerco di sottostare.
Ritengo importante segnalare ai miei lettori questo articolo di Tom's Hardware, che fa il punto sulla situazione alla data in cui scrivo.
Alcuni passaggi meritano attenzione.
- Di conseguenza se una volta il direttore responsabile di un giornale era quasi sempre l'unico a rischiare di incorrere in reati penali come la diffamazione, oggi anche blogger e utenti comuni devono prestare molta attenzione a quello che scrivono online.
Ovvero, anche un semplice commento ricade sotto la legge.
(Cass. pen., sez. I, 16 aprile 2014, n. 16712).
Più precisamente, in tale pronuncia la Corte, facendo applicazione dei principi già consolidati in materia di diffamazione a mezzo stampa, ha ritenuto sufficiente, ai fini dell'integrazione della diffamazione a mezzo Facebook, che "il soggetto la cui reputazione è lesa, sia individuabile da parte di un numero limitato di persone, indipendentemente dall'indicazione nominativa". Infatti – ha precisato la Corte –, è "sufficiente ai fini della sussistenza dell'elemento soggettivo della fattispecie la consapevolezza di pronunciare una frase lesiva dell'altrui reputazione e la volontà che la frase venga a conoscenza di più persone, anche soltanto due".
Un punto interessante riguarda la moderazione dei commenti in un blog, e, per estensione, delle pagine Facebook e dei forum:
Per quanto concerne il blogger, nei casi in cui questi assume la veste di "moderatore" filtrando i messaggi dei lettori prima di pubblicarli, lo stesso potrà essere chiamato a rispondere del reato di diffamazione "in concorso" con l'autore dei messaggi diffamatori, ove si accerti che il blogger abbia volontariamente scelto, dopo aver letto il messaggio, di continuare a diffonderlo in Rete. Per contro, nei casi in cui i messaggi dei lettori vengano automaticamente pubblicati, senza alcun filtro da parte del blogger, solo gli autori dei messaggi risponderanno di eventuali offese o reati, in quanto il nostro ordinamento non riconosce in capo al blogger alcuna posizione di garanzia rispetto agli articoli o ai messaggi di terzi pubblicati sul suo blog.
Io da tempo permetto i commenti solo da parte di utenti registrati, che si devono quindi assumere la responsabilità diretta, e mi riservo il diritto di CANCELLARE commenti che reputo eccessivi o fastidiosi. Tuttavia, non esercitando moderazione dei commenti, chi commenta è responsabile di ciò che scrive.
Alla prossima

martedì 4 giugno 2019

9/6/19: Ballottaggio a Novi

Domenica 9 giugno, a Novi Ligure, ci sarà il ballottaggio per decidere chi sarà il sindaco (e quindi la relativa giunta) per il prossimo quinquennio. Urne aperte dalle 7 alle 23.

Ad affrontarsi, in rigoroso ordine alfabetico:
  • Gian Paolo Cabella, lo sfidante sostenuto da una coalizione di centrodestra
  • Rocchino Muliere, il sindaco uscente sostenuto da una coalizione di centrosinistra
Il primo turno ha chiuso con Cabella, 44%, in vantaggio su Muliere, 41.2%. Sono solo 395 voti di differenza.

La partita è quindi aperta, e molto combattuta sui social, dove post polemici e di dubbio gusto si sono sprecati, da ambo le parti.

Per un voto consapevole, e non basato sulle tifoserie di partito, suggerisco caldamente di seguire il faccia a faccia di questa sera, martedì 4 giugno, alle ore 21 al Museo dei Campionissimi. Dettagli in questo articolo di NoviOnLine

Se non avete tempo per andare all'incontro di questa sera, potete leggere i programmi elettorali dei candidati a questo link del Comune di Novi Ligure.

Qualche informazione 'tecnica' su come si vota:

  • E' un ballottaggio, quindi una X nella casella con il nome del candidato prescelto.
  • Ricordatevi documento di identità e tessera elettorale.
  • NON POTETE portate il telefono in cabina. Lasciatelo a un amico o al personale del seggio.
Ecco un esempio di scheda di ballottaggio. Due grandi caselle con in testa i nomi dei candidati e sotto i simboli delle liste che lo sostengono.

Altre indicazioni sulle modalità di voto in questo mio post.

Buon voto!
Foto da NoviOnLine

martedì 14 maggio 2019

Election day

Domenica 26 maggio, dalle ore 7 alle ore 23, si vota per il Parlamento Europeo, in Piemonte per il consiglio regionali, e in molte città per le comunali.

Le prime ad essere scrutinate saranno le schede per il Parlamento Europeo, immediatamente dopo la chiusura dei seggi. In seguito le operazioni verranno sospese e rinviate alle ore 14 del 27 Maggio dove si proseguirà con lo scrutinio del voto regionale. Lo scrutinio delle elezioni comunali avverrà alla fine del voto regionale, e io spero di chiudere il seggio in serata.

Da presidente di seggio che non vuole complicazioni, mi permetto di ricordare a tutti alcune norme generali sulle elezioni, e le particolarità delle schede che dovremo affrontare (sperando di non scrivere baggianate...).

In alcuni paesi europei (Belgio, Cipro, Grecia, Lussemburgo) è obbligatorio recarsi alle urne, mentre negli altri è facoltativo. In Italia votare è considerato un "dovere civico" (Costituzione della Repubblica Italiana - Parte prima, Diritti e doveri dei cittadini - Titolo IV, Art. 48).

Possono votare tutti i cittadini che, al giorno delle elezioni, hanno compiuto 18 anni (25 per il senato, ma non è questo il caso).

Per poter votare occorre presentarsi al seggio con la tessera elettorale e con un documento di riconoscimento (carta d'identità o altro documento di riconoscimento con fotografia rilasciato dalla Pubblica Amministrazione, per esempio: patente, passaporto, libretto di pensione, porto d'armi, tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, tessera di riconoscimento rilasciata dall'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia, purché convalidata da un comando militare).

Alcuni dei documenti sopra elencati possono essere utilizzati anche se scaduti (Carta di identità, passaporto), ma il documento deve comunque risultare sotto ogni altro aspetto regolare e la fotografia deve assicurare la precisa identificazione del votante.

Nonostante quanto appena scritto, raccomando caldamente di presentarsi con la carta di identità valida e NON scaduta. Dopo tutto, un documento valido e non scaduto lo dovete avere, e si evitano malintesi e spiacevoli discussioni.

Nel caso abbiate perso la tessera elettorale, oppure non ci siano più spazi per la ‘certificazione del voto’, dovete andare all'ufficio elettorale del comune di residenza. Vi consiglio di controllare le tessere per tempo, per evitare di doverlo fare all'ultimo momento. L’ufficio resterà comunque aperto dalle ore 9 alle ore 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di votazione, e quindi dalle ore 7 alle ore 23.

NON potete fotografare o filmare il vostro voto! L’articolo 1 del Decreto-legge 1° aprile 2008, n. 49 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.80 del 4 aprile 2008 dal titolo “Misure urgenti volte ad assicurare la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie” prevede quanto segue:
1. Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all'interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.
4. Chiunque contravviene al divieto di cui al comma 1 è punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1000 euro.

Quindi, lasciate il telefono a casa o a chi vi accompagna al seggio, oppure consegnatelo al presidente del seggio. Evitate discussioni, la legge è chiara.

Ci sono dei casi particolari nei quali l’elettore può essere aiutato ad esprimere il proprio voto da altra persona. Al riguardo, il Ministero degli Interni precisa quanto segue:
Possono essere accompagnati all'interno della cabina elettorale solo gli elettori diversamente abili che siano fisicamente impediti nell'espressione autonoma del voto, e cioè i ciechi, gli amputati delle mani, e gli affetti da paralisi o da altro impedimento fisico di analoga gravità. Ciò premesso, sono ammessi al voto assistito presso il seggio gli elettori che, presentando apposita certificazione sanitaria, abbiano ottenuto, da parte del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, l’inserimento sulla propria tessera elettorale dell’annotazione del diritto al voto assistito mediante apposizione del codice (AVD). Possono anche essere ammessi a votare con un accompagnatore gli elettori il cui impedimento fisico nell'espressione autonoma del voto sia evidente. Quando manchi il suddetto simbolo o codice sulla tessera elettorale o quando l’impedimento fisico non sia evidente il diritto al voto assistito può essere dimostrato con un certificato medico - redatto da un funzionario medico designato dai competenti organi delle aziende sanitarie locali - nel quale sia espressamente attestato che l’infermità fisica impedisce all'elettore di esprimere il voto senza l’aiuto di un altro elettore.

COME si vota.
Ovviamente voglio solo dare indicazioni tecniche. CHI volete votare è una vostra libera scelta che, secondo me, dovrebbe essere ponderata e ragionata attentamente, visto che con il nostro voto andremo a delegare altre persone a prendere decisioni che ci influenzeranno per i prossimi anni.

In generale, per esprimere il vostro voto è sufficiente apporre una croce, o altro segno che NON renda il vostro voto identificabile, che sia evidente senza essere esagerata, sul contrassegno della lista di vostra scelta. Evitate di fare crocette minuscole che risultano difficili da vedere, così come croci complicate, ripassate, ed enormi, che potrebbero anche invalidare il vostro voto.
Questo segno DEVE essere fatto con l’apposita matita fornita dal seggio, così come indicato dalla legge. Niente penne a sfera, stilografiche, pennarelli o altro, il voto sarebbe nullo. Tra parentesi, evitate di leccare la matita: non serve a niente, e non è igienico…

Ci sono però delle differenze tra Europee, Regionali e Amministrative, quindi attenzione!

EUROPEE
Il sistema elettorale è proporzionale puro, quindi la lista che prende il 40% di voti prende il 40% dei seggi disponibili.

Il voto si esprime tracciando una X su un unico simbolo di partito o di coalizione. Accanto a ogni simbolo si possono scrivere fino a tre cognomi di candidati di quella lista (le cosiddette “preferenze”). L’indicazione delle preferenze è facoltativa: il voto sarà considerato valido se ci sarà anche il solo voto di lista. Non è permesso il cosiddetto voto disgiunto, cioè votare un partito e contemporaneamente scrivere il cognome di un candidato in un altro partito.

Nel caso decidiate di dare due o tre preferenze, devono riguardare candidati di genere diverso. Non si possono votare soltanto uomini, né soltanto donne.

Dal sito Infoelezioni ho estratto questo fac simile della scheda europee per la circoscrizione I - Italia nord-occidentale (scheda grigia). Ci potete trovare anche quelli delle altre circoscrizioni.

Clicca per ingrandire


REGIONALI
In totale si eleggeranno 50 consiglieri (51 considerando anche il Presidente), con il sistema di voto che è in parte proporzionale (40 seggi su base provinciale) e in parte maggioritario (10 seggi assegnati al listino del candidato vincitore). Non è previsto un ballottaggio: il candidato che prenderà anche un solo voto in più degli altri sarà eletto nuovo governatore.

La soglia di sbarramento è del 3% ed è previsto il voto disgiunto. Sono quindi possibili queste situazioni:

  • Solo un segno tracciato su un simbolo di lista: in questo caso viene assegnato il voto alla lista e al candidato Presidente collegato.
  • Un segno tracciato su un simbolo di lista e sul nome di un candidato presidente NON collegato alla lista: viene assegnato il voto disgiunto alla lista e al candidato presidente.
  • Solo un segno tracciato sul nome di un candidato presidente: viene assegnato il voto al candidato presidente, e poi ripartito tra le diverse liste a sostegno dello stesso.

È possibile assegnare una preferenza scrivendo il cognome del candidato consigliere nello spazio di fianco al contrassegno di lista votato. Ovviamente deve essere un candidato di quella lista.

Dal sito de La Stampa  ho estratto questo fac simile della scheda (probabilmente verde) per le regionali.

Clicca per ingrandire


COMUNALI
Nei comuni fino a 15.000 abitanti ogni candidato sindaco è collegato a una singola lista, e NON è possibile il voto disgiunto. È eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza dei voti validi, e NON è previsto ballottaggio.

Nei comuni con più di 15 000 abitanti ogni candidato sindaco è collegato a una singola lista oppure a un gruppo di liste (coalizione). Si può votare per una lista collegata al candidato sindaco prescelto oppure per una delle liste a lui non collegate, esprimendo in quest'ultimo caso un voto disgiunto. È eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi. Nel caso che nessuno dei concorrenti superi il 50%, si ricorre al ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno.

  • Si può decidere di non indicare alcuna lista, limitandosi ad apporre un segno sul nome di un candidato sindaco o sul riquadro che lo contiene: in questo caso sarà conteggiato solo il voto al candidato sindaco. 
  • Se l'elettore mette un segno su una delle liste senza indicare alcun candidato sindaco, il voto si intende dato anche al candidato sindaco collegato alla lista prescelta.

Per tutti i comuni possono essere espresse una o due preferenze, scrivendo il cognome dell’aspirante consigliere negli appositi spazi di fianco al simbolo votato, e ovviamente devono essere candidati di quella lista. Devono essere di genere diverso, altrimenti la seconda preferenza non è conteggiata. (nei comuni sotto i 5000 abitanti è possibile solo una preferenza).

A proposito di schede bianche e nulle: queste vengono contate, ma NON valgono in nessun modo ai fini dell’assegnazione dei seggi. Le schede bianche o nulle valgono SOLO per la percentuale votanti, quindi possono avere importanza quando c’è un quorum, come nei referendum.

Potete trovare informazioni complete sul sito del Ministero dell’Interno:
Le FAQ: https://dait.interno.gov.it/elezioni/faq-elezioni-europee-2019
Elezioni Europee - https://dait.interno.gov.it/elezioni/speciale-europee
Elezioni Regionali – https://www.regione.piemonte.it/web/amministrazione/organi/elezioni-regionali
Elezioni Comunali - https://dait.interno.gov.it/elezioni/speciale-amministrative

Buon voto!

Fac-simili di schede per le comunali, tratti dal manuale per le operazioni elettorali.
Scheda di colore azzurro.

Comuni fino a 5000 abitanti

Comuni da 5000 a 15000 abitanti

Comuni sopra i 15000 abitanti

giovedì 21 marzo 2019

Omeopatia a Novi Ligure

Leggo con sconforto che il prossimo sabato si terrà a Novi Ligure una conferenza dal titolo: 'ALLA SCOPERTA DELL'OMEOPATIA'.
Come ho già avuto modo di scrivere, i privati cittadini possono organizzare conferenze su qualsiasi argomento vogliano. Mi disturba però quando argomenti senza alcun fondamento scientifico ricevono una qualsiasi sorta di pubblica ufficialità, come, in questo caso, il patrocinio del Comune.
Invito caldamente l'attuale giunta (e visto che siamo in periodo elettorale, i candidati) a fare qualche veloce verifica, ovviamente su siti affidabili, prima di dare il pubblico patrocinio.
Nel caso dell'omeopatia, esiste una infinita letteratura che ne dimostra l'assoluta mancanza di efficacia (oltre l'effetto placebo).
Per esempio:
Ho poi scritto diverse volte dell'argomento nel mio blog, con rimandi a siti ben più autorevoli.
Penso sia ora che certe pratiche vengano dimenticate, per la salute di tutti.
A presto


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