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mercoledì 2 settembre 2020

Referendum 20-21 settembre 2020: informazioni tecniche

 Come sempre, quando si avvicinano tornate elettorali, essendo un presidente di seggio che non ama le discussioni inutili, mi permetto di ricordare ai miei lettori alcune norme da osservare.

Per prima cosa: è un referendum CONFERMATIVO, quindi NON c'è il quorum. Vincerà il SI o il NO anche se votassero solo 2 persone in tutta Italia.

Essendo un referendum CONFERMATIVO, dovete votare SI se la nuova legge che prevede il taglio dei parlamentari vi va bene, mentre dovete votare NO se non siete d'accordo con questa riduzione.

Questo il testo del quesito stampato sulla scheda:

"Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?" 

Stabilito che cosa volete votare (io NON sono qui a dare suggerimenti in tal senso), ecco qualche punto da ricordare.

1 – Possono votare tutti i cittadini che al giorno delle elezioni hanno compiuto 18 anni.

2 – Per poter votare occorre presentarsi al seggio con la tessera elettorale e con un documento di riconoscimento (carta d'identità o altro documento di riconoscimento con fotografia rilasciato dalla Pubblica Amministrazione, per esempio: patente, passaporto, libretto di pensione, porto d'armi, tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, tessera di riconoscimento rilasciata dall'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia, purché convalidata da un comando militare).

Alcuni dei documenti sopra elencati possono essere utilizzati anche se scaduti (Carta di identità, passaporto), ma il documento deve comunque risultare sotto ogni altro aspetto regolare e la fotografia deve assicurare la precisa identificazione del votante.

Nonostante quanto appena scritto, raccomando caldamente di presentarsi con la carta di identità valida e NON scaduta. Dopo tutto, un documento valido e non scaduto lo dovete avere, e si evitano malintesi e spiacevoli discussioni.

Nel caso abbiate perso la tessera elettorale, oppure non ci siano più spazi per la ‘certificazione del voto’, dovete andare all’ufficio elettorale del comune di residenza. Vi consiglio di controllare le tessere per tempo, per evitare di doverlo fare all’ultimo momento. L’ufficio resterà comunque aperto dalle ore 9 alle ore 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nei giorni della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto.

3 – COME si vota: basta una croce, o altro segno che NON renda il vostro voto identificabile, che sia evidente senza essere esagerata. In pratica, evitate di fare crocette minuscole che poi sono difficili da vedere, così come croci esagerate, ripassate, ed enormi, che possono anche invalidare il vostro voto.

Questo segno DEVE essere fatto con l’apposita matita fornita dal seggio, così come indicato dalla legge. Niente penne a sfera, stilografiche, pennarelli o altro, il voto sarebbe nullo. Tra parentesi, evitate di leccare la matita: non serve a niente, e non è igienico…

A proposito di schede bianche e nulle: queste vengono contate, ma NON valgono in nessun modo ai fini dell’assegnazione dei seggi. Le schede bianche o nulle valgono SOLO per la percentuale votanti, quindi possono avere importanza quando c’è un quorum, come nei referendum.

4 – NON potete fotografare o filmare il vostro voto! L’articolo 1 del Decreto-legge 1° aprile 2008, n. 49 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.80 del 4 aprile 2008 dal titolo “Misure urgenti volte ad assicurare la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie” prevede quanto segue:

1. Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.

4. Chiunque contravviene al divieto di cui al comma 1 è punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1000 euro.

Quindi, lasciate il telefono a casa o a chi vi accompagna al seggio, oppure consegnatelo al presidente del seggio. Evitate discussioni, la legge è chiara.

5 – Ci sono dei casi particolari nei quali l’elettore può essere aiutato ad esprimere il proprio voto da altra persona. Al riguardo, il Ministero degli Interni precisa quanto segue:

Possono essere accompagnati all’interno della cabina elettorale solo gli elettori diversamente abili che siano fisicamente impediti nell’espressione autonoma del voto, e cioè i ciechi, gli amputati delle mani, e gli affetti da paralisi o da altro impedimento fisico di analoga gravità. Ciò premesso, sono ammessi al voto assistito presso il seggio gli elettori che, presentando apposita certificazione sanitaria, abbiano ottenuto, da parte del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, l’inserimento sulla propria tessera elettorale dell’annotazione del diritto al voto assistito mediante apposizione del codice (AVD). Possono anche essere ammessi a votare con un accompagnatore gli elettori il cui impedimento fisico nell’espressione autonoma del voto sia evidente. Quando manchi il suddetto simbolo o codice sulla tessera elettorale o quando l’impedimento fisico non sia evidente il diritto al voto assistito può essere dimostrato con un certificato medico - redatto da un funzionario medico designato dai competenti organi delle aziende sanitarie locali - nel quale sia espressamente attestato che l’infermità fisica impedisce all’elettore di esprimere il voto senza l’aiuto di un altro elettore.

ATTENZIONE!!! Siamo sempre in periodo di COVID-19, quindi restano valide le disposizioni sanitarie: mantenere la distanza minima di almeno un metro, uso di mascherine (debitamente indossate a coprire naso e bocca), disinfezione delle mani.

Per finire, il facsimile della scheda.

Buon voto!



martedì 12 maggio 2020

Proteggiamoci dal COVID19... e dalle bufale!

Siamo in piena fase 2, e dai nostri comportamenti dipende il futuro della fase 3.

Iniziamo a evitare le bufale che (purtroppo) spuntano dappertutto. Ce ne sono tante, alcune delle quali pure stravecchie (bicarbonato, argento colloidale), e il Ministero della Salute ha fatto una pagina apposta per rispondere alla tante falsità che circolano, facendo confusione e mettendo a rischio la nostra salute.

Questi è l'indirizzo della pagina, che vi invito a consultare con fiducia: Covid-19 - Attenti alle bufale.

Sempre il Ministero della Salute ha pubblicato una serie di indicazioni per proteggere noi e gli altri dal coronavirus. Questa pagina è certamente una fonte di informazioni molto più di valida (ma di molto assai) di social e catene di messaggi.

Ricordo ancora che le principali cautele da adottare sono LAVARSI SPESSO LE MANI e di MANTENERE UNA DISTANZA INTERPERSONALE DI ALMENO UN METRO (e meglio due).

Per quanto riguarda le mascherine… SE le mettete BENE, sono utili. Altrimenti è peggio.

Leggetevi questi due articoli per conoscere i diversi tipi e i diversi usi.

Da WIRED

Da FONDAZIONE VERONESI

Stay Safe! State Sicuri!

lunedì 20 aprile 2020

Dati ISTAT sui decessi (UPD)

Mi è capitato di leggere numeri sui deceduti in questo maledetto anno confrontati con gli anni precedenti che non mi sembravano corretti.

Sono quindi andato a vedere la fonte delle statistiche italiane: ISTAT. Il nostro Istituto di Statistica ha una pagina dedicata anche ai decessi: https://www.istat.it/it/archivio/240401.

Ovviamente i dati 2020 non sono ancora del tutto aggiornati, ma è possibile, per esempio, fare un raffronto diretto per un grande numero di comuni a questo link: https://www.istat.it/it/archivio/241428

Operando da PC (il sito non è molto ben ottimizzato per browser mobili) è possibile applicare filtri ed ottenere un grafico come questo per la provincia di Alessandria (UPD - il filtro 'Comune - TUTTI restituisce tutti i comuni nel database, non solo quelli della provincia di Alessandria, quindi gli 80.000 decessi sono da intendersi su scala nazionale per i comuni inclusi nel sistema ANPR. Chiedo scusa per il malinteso):

STAT1
E' anche possibile scaricare i dati grezzi in formato Excel, e con un minimo di tabelle pivot si possono ottenere dati di confronto per provincia o regione, come questi:

Stat2 
Variazione calcolata come (2020-2019)/2019

Mi sento quindi di poter dire che quei numeri che qualcuno (in malafede? Per prendere in giro? Per ignoranza?) ha fatto girare sono decisamente FALSI.

Vale sempre il solito consiglio: prima di prendere per oro colato la prima cosa che vi capita sotto gli occhi sui social, cercate di andare a verificare le FONTI.

A presto

martedì 10 marzo 2020

I danni dei complottisti

O meglio, i danni dovuti a notizie false, fraintese, manipolate, diffuse a volte con malizia, a volte con ingenuità.

Ripeto sempre: se una notizia è incredibile, gridata in modo eccessivo, con le frasi 'quello che vogliono nasconderci' e simili, siate scettici e controllate su siti affidabili, come le fonti istituzionali (Ministero della Salute, OMS, Prefetture) o quelle scientifiche (Le Scienze, CICAP, Oggiscienza).
Se poi considerate queste istituzioni come 'serve del sistema', beh, mi dispiace per voi, siete ormai persi...

Quello che segue è un esempio dei deliri (errori di ortografia inclusi) che risultano dall'incapacità di valutare le fonti e dell'abbeverarsi a siti che definire 'poco autorevoli' è ancora un complimento. C'è di tutto un po', incluso un pericolosissimo negazionismo della pericolosità del coronavirus.

Buondi !  Carri armati sbarcati a palermo (1) cosa mi dici ... che non devo dire cazzate?   Se non ve ne siete accorte hanno creato il virus in laboratorio e guarda un po l italia é  il secondo paese di contagio e guarda un po  si é  diffuso nelle regioni economicamente  più  forti e ora tutto bloccato..... come distruggere  completamente l'economia di un paese e in mezzo a tutto questo delirio  il NWO  cioè  nuovo prdine mondiale:  massoni illuminati  danno inizio alla 3 guerra mondiale nucleare e l' europa come sempre  é  il campo di battaglia . Ricordatevi che la morte non esiste noi siamo luce eterna  . Spero di rivedervi presto quando passerà  il coglionavirus.    Ciao e..... rimanete a casa facciamo i bravi come ci dicono.
E io dico che prima di giudicare bisogna assicurarsi   sono 11 anni che mi interesso all'  argomento   e sono una che prima di mettere o dire quacosa devo essere strasicura .   Vedi quello che posto su fb.  E secondo te se avessi preso un abbaglio  dovrei morire dalla vergogna!  Ma vi capisco... perché  la verità  é  dura e inimmaginabile  e se vi dico questo é  perché  essere preparati piano piano é  meglio che tutto di botto .   Lo dico in fin di  bene ma la gente é  troppo radicata fai mass media  .... È  tutto un inganno fidatevi di ciò... ma lo vedrete con i vostri occhi  la dittatura é  ufficialmente  entrata da oggi.  Ah!   Se vi fate vaccinare primo non avete capito che i vaccini sono tutti altamente  tossici pieni di metalli pesanti (2) ecc... e secondo:     é  probabile che ci sia il microchip (3)  e si diventerà  obbligatorio per tutti come i barboncini  senza quello non si potrà  ne vendere ne comprare  .  IL MARCHIO DELLA BESTIA   nella bibbia é  tutto scritto

(1) Notizia vera. Esercitazione in ambito NATO organizzata da ben prima che uscisse il coronavirus. https://www.eur.army.mil/DefenderEurope/   https://shape.nato.int/defender-europe
(2) Fesseria assurda...
(3) Stupidaggine galattica...


giovedì 17 ottobre 2019

Contro le malattie ascoltiamo gli esperti. Quelli veri, però.

Francesco Bonifazi morì a 7 anni, il 27 maggio del 2017, a seguito di una otite, curata con rimedi omeopatici, che si trasformò in una meningite, causa ultima del decesso del povero piccolo.
L’omeopata di Pesaro Massimiliano Mecozzi venne interpellato dai genitori di Francesco il 7 maggio 2017. Il bambino aveva un'otite media acuta e a fronte del suo aggravamento (dolore dapprima all'orecchio destro e poi a quello sinistro, fuoriuscita abbondante di liquido da entrambe le orecchie, rialzi febbrili fino a 39,5 °C, cefalea, irritabilità, dimagrimento, apatia), Mecozzi, secondo l’accusa della Procura della Repubblica di Ancona, sottostimò il quadro clinico indicativo di un'infezione locale di elevata gravità, omise di procedere ad ogni approfondimento diagnostico; prescrisse una terapia esclusivamente a base di medicinali omeopatici, omettendo la prescrizione delle necessarie terapie antibiotiche raccomandate dalle Linee Guida della Società Italiana di Pediatria, prospettando ai genitori del ragazzo l'insorgenza di gravi malattie (sordità, coma epatico) quale conseguenza della somministrazione di farmaci antibiotici e tachipirina e, per tale ragione, li esortò a non condurre il minore in ospedale.
La Procura della Repubblica di Ancona ha accusato Massimiliano Mecozzi di essere responsabile della morte del piccolo Francesco Bonifazi. Il processo penale è iniziato 24 settembre scorso e la prima udienza è stata rinviata al 14 gennaio del 2020.

All’udienza si sono costituiti parti civili i nonni del minore, mentre i genitori dello stesso sono stati condannati precedentemente dal GUP del Tribunale di Ancona in primo grado a tre mesi di reclusione per non “aver esercitato l’obbligo di protezione nei confronti del figlio”.
Perché vi racconto questo? Dopotutto già ho scritto, portando molta documentazione a supporto, che non esistono studi clinici verificati che giustifichino questa pratica, che non ha una base teorica, che la chimica e la fisiologia dicono chiaramente che non c’è nulla dentro.
Purtroppo, questa pratica continua ad avere seguito: su di me ha funzionato, mio cugino è guarito, dopotutto si vende in farmacia, che ne sai tu non sei un medico… Anzi, i più informati avranno notato che è appena uscita una review che dimostra come l’omeopatia sia indicata per l’otite e sia migliore degli antibiotici.
Ecco, questa volta non voglio parlarvi dell’inefficacia (oltre il placebo) dell’omeopatia, di chi è morto o ha avuto danni permanenti per essersi ‘curato’ con palline di zucchero.
Voglio semplicemente invitarvi a distinguere le fonti autorevoli da quelle… diciamo meno autorevoli. Perché è vero che bisogna informarsi, e Internet può essere un valido aiuto, ma bisogna anche sapere come valutare quello che si legge. Non tutti gli studi pubblicati sono scientifici, e non tutte le riviste hanno lo stesso peso. Per esempio, avete mai sentito il termine ‘rivista predatoria’? Così vengono definite le riviste che per soldi pubblicano qualsiasi articolo con la minima parvenza di essere scientifico, senza nessuna verifica o controllo. E c’è chi poi usa queste pubblicazioni per difendere pratiche indifendibili.
Indovinate un po’ dove è stata pubblicata questa ‘review’ a favore dell’omeopatia? Non ve lo dico io, se volete potete trovare tutti i dettagli sul sito di Patto per la Scienza: https://www.pattoperlascienza.it/2019/10/07/una-lettura-illuminante-lultima-review-a-supporto-dellomeopatia/
Lo so, non è facile distinguere il grano dalla pula, ma lo sforzo vi aiuterà a vivere meglio informati.
Alla prossima

giovedì 29 agosto 2019

Povera Terra...

Il nostro terzo sasso dal Sole, infestato da bipedi che diventano sempre più ignoranti e sempre meno attenti agli altri e al proprio futuro...

I miei tre lettori si saranno accorti che ho praticamente smesso di pubblicare in questo blog. Ho un reblog dove, quando ho tempo, ripubblico articoli da siti di vera informazione scientifica e di vero debunking, più che altro per dare i miei due cents di visibilità.

Io ho però perso un po' la voglia di scrivere e di fare, non ne vedo l'utilità. Forse sono pessimista, magari è solo un periodo di stanchezza e di altri impegni, ma così è.

Vi lascio, almeno per il momento, riprendendo un brano di Carl Sagan, che avevo già pubblicato in passato, ma che visti gli ultimi avvenimenti, le scellerate politiche portate avanti in troppi paesi, è sempre più attuale.

A presto.



 
The Pale Blue Dot è una fotografia della Terra, scattata nel 1990 dalla sonda spaziale Voyager 1 quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza, che mette in evidenza quanto minuscolo sia il nostro pianeta contro la vastità dello spazio.
Questa foto ispirò il seguente toccante brano di Carl Sagan.
«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse.
Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita.
L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.
La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.
Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida.
Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.»

lunedì 19 agosto 2019

Geolocalizzazione

La recente tragedia dell'escursionista francese morto nel Cilento mi ha fatto pensare a come si possa individuare una persona persa, magari in zone impervie.
Grazie anche alle indicazioni di alcuni amici, come FV, MB o GC, ho trovato alcune informazioni che credo possano interessare tutti.
Premessa: perché quanto segue possa funzionare è necessario almeno avere uno smartphone con connessione TELEFONICA. Non è necessario che sia attiva la trasmissione dati.
Esiste una APP, Where Are U 112, che invia automaticamente le coordinate GPS non appena si fa partire la chiamata di emergenza via app. Purtroppo non funziona ancora in tutta Italia.
Sistema simile, e forse ancora più semplice, è AML, installato in tutti i telefoni Android dal 2016 in poi, e negli iPhone dalla primavera 2018. Quando dal cellulare si invia una chiamata al numero di emergenza (112 in Europa), automaticamente il telefono invia anche un SMS con i dati di geolocalizzazione. Anche questo, purtroppo, non funziona ancora in Italia, e in Europa è operativo solo in 7 stati. Dovrebbe essere implementato in tutta la UE entro il 2020.
Se non avete una app dedicata, e AML non è attivo, potete sempre trovare le vostre coordinate GPS usando la bussola inclusa negli iPhone (per gli Android bisogna scaricare una qualsiasi app 'bussola'), e comunicarla telefonicamente ai soccorsi.
Se il vostro smartphone ha la connessione dati, sia Google Maps che WhatsApp hanno l'opzione per condividere la propria posizione.
Suggerisco a tutti di fare qualche prova con questi sistemi, soprattutto se si prevede di fare escursioni in zone poco frequentate.

lunedì 29 luglio 2019

La difficile vita dei rifiuti

La nuova giunta della città dove vivo ha recentemente iniziato una rivalutazione del sistema di raccolta dei rifiuti, rimandando l'avvio del porta a porta 'spinto', il cosiddetto 'Modello Contarina', e prendendo in considerazione anche l'eventuale costruzione di un termovalorizzatore.
Ovviamente una notizia del genere ha scatenato i commenti sui social, e ho letto affermazioni di ogni tipo, tra cui la completa inutilità dei termovalorizzatori (definiti il male assoluto) perché con la raccolta differenziata si risolve del tutto il problema.
Ho la netta sensazione che molti commentatori, soprattutto i più scatenati, non abbiano chiarissimo il problema rifiuti. Non che io sia un grande esperto, ma qualcosina, sia per interesse ecologista che per incarichi lavorativi, purtroppo ne mastico.
Per prima cosa bisogna aver ben chiaro che non esiste un tipo di rifiuti. Ci sono quelli urbani, quelli speciali, quelli industriali, quelli da scavo eccetera. Esistono norme a livello europeo che codificano i rifiuti con il cosiddetto Codice CER, e che cercano di garantire tracciabilità dei diversi tipi di rifiuto per evitare 'sparizioni'...
Ogni tipo di rifiuto deve essere trattato nel modo corretto, e il primo obiettivo del sistema è il RIUTILIZZO, il RECUPERO e il RICICLAGGIO. Siccome questo non è possibile per tutto, ci sono poi il conferimento in discarica e l'incenerimento.
L'Unione Europea cerca di darsi delle norme per la corretta gestione dei rifiuti. Non sempre rappresentano il meglio offerto dalla tecnologia, ma almeno ci sono delle basi comuni valide come il pacchetto economia circolare e la direttiva plastiche monouso. E tutto si può, anzi si deve, migliorare.
Considerando tutto il 'sistema rifiuti', a mio avviso ci sono diversi passi da considerare, che in funzione dell'ambito, domestico, industriale, sanitario, possono essere facili e risolutivi o estremamente difficili da gestire.
1 - EVITARE di produrre il rifiuto. Sembra banale, ma non comprare più cibo di quello che occorre, non usare contenitori monouso, privilegiare prodotti con imballo ridotto è il primo passo per la riduzione di rifiuti prodotti.
2 - Valutare se si può riutilizzare. Quello che per noi è un rifiuto per altri può essere utile. Per esempio, se decido di liberare la libreria, invece di buttare libri e riviste posso cercare qualche biblioteca o centro di incontro dove i nostri vecchi libri possono avere una nuova vita.
3 - Fare la RACCOLTA DIFFERENZIATA. Buttare tutto in un sacchetto rende molto difficile riuscire a recuperare e riciclare. Difficile è trovare il giusto equilibrio tra facilità di gestione da parte del produttore ed efficacia della raccolta, anche perché ci vuole una buona qualità del rifiuto differenziato per permettere un buon risultato del passo successivo.
4 - RICICLARE e RECUPERARE il rifiuto differenziato. Qui è dove ci sono i problemi più grossi. Riciclare il vetro raccolto alla rinfusa è facile, ma occorrono impianti all'avanguardia per separare i diversi tipi di vetro e avere un risultato economicamente e qualitativamente valido. Molto più difficile il riciclaggio della plastica, o meglio 'delle plastiche'. Ci sono ovviamente diversi sistemi per la separazione e il riutilizzo/riciclaggio delle plastiche, e per certi materiali si potrebbe arrivare a percentuali di riutilizzo superiori al 90%, ma allo stato attuale ci ritroviamo con situazioni a dir poco imbarazzanti. La Cina ha bloccato l'import di rifiuti in plastica, e i depositi italiani sono tanto pieni di balle di plastica che ogni tanto, 'casualmente', prendono fuoco… qualche esempio:
5 - E quello che resta? Si, perché anche assumendo che i passi da 1 a 4 siano stati fatti bene, che si sia fatto poco rifiuto, sia stata fatta la raccolta differenziata e si sia riciclato il tutto, che si siano rivisti i processi industriali per ridurre ancora, esiste ancora una parte di rifiuti, sia urbani che industriali (inclusi i rifiuti del riciclaggio) che in qualche modo deve essere smaltita.
A questo punto ci sono 2 alternative: discariche e termovalorizzatori. Le discariche significa fare un buco e lasciare li la roba ad accumularsi. I termovalorizzatori permettono di generare energia da rifiuti, e di ridurre di moltissimo la parte che va in discarica (perché ci sono le ceneri, che non sempre sono riutilizzabili…).
Ovviamente sia le discariche che i termovalorizzatori hanno i loro difetti, che andrebbero però valutati correttamente nell'intero ciclo dei rifiuti, e applicando il meglio delle tecnologie oggi disponibili. Un esempio è il termovalorizzatore di Copenaghen, mentre per le discariche non ho esempi virtuosi.
Soprattutto, non sono cose che si possono discutere senza dati di fatto oggettivi e in base allo schieramento politico...

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