E’ stato un
nome famoso nel panorama mondiale del paranormale. Ecco alcune informazioni
prese da quanto scritto dall’amico Silvano Fuso sul sito del CICAP.
La sua
biografia è ricca di particolari sensazionalistici. Egli sarebbe stato
concepito per intervento soprannaturale e fin da bambino avrebbe mostrato segni
della sua straordinaria natura. Lui stesso sostenne pubblicamente di possedere
una natura divina. All'interno della comunità da lui fondata (Prashanti
Nilayam ovvero "dimora della pace suprema") i suoi fedeli lo
consideravano un essere superiore e gli attribuivano facoltà sovraumane. Egli
sarebbe stato onniscente, onnipotente, capace di apparire contemporaneamente in
più luoghi e, soprattutto, sarebbe stato in grado di compiere straordinari
miracoli.
La sua
specialità consisteva nella materializzazione di oggetti. In particolare egli era
celebre per materializzare dal nulla la famosa vibuthi, ovvero la cenere
sacra alla quale i fedeli attribuivano particolari facoltà. La stessa vibuthi,
a detta dei fedeli, comparirebbe spontaneamente sui ritratti di Sai Baba che
numerosi negozi vendono a clienti devoti. In particolare, molti fedeli
avrebbero comprato i ritratti incorniciati del loro maestro, accuratamente
incartati dal negoziante.
Una volta
tornati a casa, aprendo il pacchetto, avrebbero trovato il ritratto ricoperto
da una polvere impalpabile, riconosciuta come la miracolosa vibuthi. Alcuni
fedeli mangerebbero addirittura questa polvere credendo in tal modo di beneficiare
dei suoi straordinari poteri.
In realtà i
presunti poteri miracolosi di Sai Baba, se osservati con occhio critico,
perdono completamente la loro natura sovrannaturale. Si tratta, infatti, di
semplici illusioni che sfruttano talvolta la destrezza manuale dello stesso Sai
Baba e, in altri casi, semplici fenomeni chimico-fisici.
Chi ha fatto
chiarezza sulle performance di Sai Baba e di altri santoni indiani è stato
l'indiano Basava Premanand. Per quanto riguarda la materializzazione della
vibuthi di Sai Baba, il trucco consisteva nel tenere nascosta nella piega del
pollice una pallina di polvere compressa, generalmente costituita da sterco di
vacca essiccato o semplice terriccio. Un abile gioco delle dita sembrava far
apparire la magica cenere dal nulla. L'apparizione della vibuthi sui ritratti
di sai Baba è interpretabile, invece, in termini chimici.
La cornice
dei ritratti è di alluminio e i negozianti, probabilmente in combutta con Sai
Baba, prima di incartare il quadretto fingevano di spolverarlo con uno
straccio. In realtà lo straccio era imbevuto di una soluzione di cloruro
mercurico che reagisce lentamente con l'alluminio producendo una polvere
grigiastra e impalpabile scambiata per vibuthi dagli ignari compratori, una
volta arrivati a casa. Va osservato che i prodotti della reazione tra
l'alluminio e il cloruro mercurico sono estremamente tossici: quindi i fedeli
che si nutronivano di questa vibuthi esponevano la propria salute a grossi
rischi.
In un'altra sua celebre performance, ripetuta ogni anno durante la
cerimonia della "vibuthi abheshekam", Sai Baba faceva fuoriuscire
grandi quantità di vibuthi da un'urna apparentemente vuota. Anche in questo
caso si tratta di un banale trucco. La vibuthi era in realtà contenuta, sotto
forma di polvere pressata, sulle pareti interne dell'urna. Introducendo la mano
nell'urna, Sai Baba raschiava la polvere, facendola fuoriesce dall'urna e
meravigliando gli ingenui fedeli.
Anche molti
altri miracoli attribuiti a Sai Baba hanno una veridicità molto dubbia. Ad
esempio i celebri episodi di bilocazioni di cui egli sarebbe stato protagonista
sono facilmente interpretabili senza ricorrere a ipotesi sovrannaturali.
Esiste, infatti, un altro santone, di nome Neelakantha Baba il cui aspetto
somiglia fortemente a quello di Sai Baba. È quindi piuttosto probabile che in
alcune occasioni sia stato scambiato per lui.
Alla
prossima!
Da Il Novese, numero 10, Giovedì 15 Marzo 2012
. Wikio
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