Sappiamo tutti che l’energia è il grosso problema che la
nostra civiltà deve affrontare. Siamo divoratori di energia, per le industrie,
i trasporti, le nostre case.
Al momento la principale fonte di energia che
usiamo sono i combustibili fossili: carbone, petrolio e gas naturale. E ben
conosciamo i problemi legati a questi combustibili, tra estrazione, trasporto,
inquinamento e riscaldamento globale.
Certo ci sono i vari sistemi fotovoltaici e l’eolico, però
non sono in grado di fornire la potenza richiesta dall’industria. Certo,
possono aiutare, ma dubito che possano risolvere in modo definitivo i nostri
attuali e futuri problemi energetici.
L’energia è un problema veramente grosso
da affrontare, e ci vuole tanta ricerca e tanti investimenti… e visto che siamo
sotto elezioni, sarebbe bello avere dai vari candidati qualche indicazione su
quello che pensano di fare per questo scottante argomento, e magari sulla loro
politica scientifica in generale. Vabbè, magari non dai singoli, considerato il
desolante livello scientifico medio dei candidati, ma almeno dalle coalizioni e
dai partiti.
Nel frattempo, parlando di energia e di politica, vi voglio parlare
di un passaggio della splendida conferenza del Prof. Giovanni Bignami che ho
seguito il 22 Dicembre all’osservatorio di Pino Torinese (se non ci siete mai
stati, ricordatevi di andarci. Con i figli.).
Bignami non è un pirlotto di provincia come il sottoscritto.
Accademico dei Lincei, presidente dell’istituto italiano di Astrofisica, è
stato anche presidente dell’ASI e del Comitato mondiale di ricerca spaziale.
Insomma, uno che, oltre a capire qualcosa di scienza, è anche persona con un
certo peso istituzionale.
Nel suo discorso su ‘Cosa resta da scoprire’ ha parlato
(ovviamente) anche di energia, illustrando una possibilità a dir poco
incredibile. Che ne dite di un sistema di produzione energetica praticamente
illimitato, senza emissione di gas serra, che richiede investimenti modesti,
con ridotto impatto ambientale, non legato alle condizioni meteo, utilizzabile
in tutto il mondo, accessibile alla nostra tecnologia?
Un sistema del genere può essere solo una fantasia, oppure,
se vero, viene ovviamente tenuto segreto dalle bieche compagnie petrolifere.
Invece è un sistema che esiste, è allo studio in diverse
nazioni (USA, Francia, Germania, Inghilterra, tanto per citarne alcune), e si
chiama ‘geotermia avanzata’ o ‘profonda’. In pratica, si tratta di sfruttare
l’energia termica racchiusa negli strati profondi del nostro pianeta, un po’
come viene fatto nelle centrali geotermiche di Larderello.
Le potenzialità di questo sistema sono enormi, teoricamente potrebbe
risolvere i nostri problemi energetici per i secoli a venire. Richiede un
miglioramento delle tecnologie di trivellazione profonda già ampiamente usate dall’industria
petrolifera, ma nessun avanzamento sostanziale delle nostre conoscenze.
Ovviamente deve essere messo alla prova, verificate le sue
potenzialità e identificati i suoi possibili rischi. Sono cose alla nostra
portata, con investimenti modesti, dell’ordine delle decine di milioni di euro,
ma con un ritorno potenziale di miliardi.
Le nostre aziende, per esempio l’ENI, avrebbero le
tecnologie per sviluppare questa opzione, come altri paesi già stanno facendo.
Abbiamo la volontà politica di investire in questo possibile
futuro, oppure resteremo a guardare, per comprare energia dagli altri come
stiamo facendo adesso?
Alla prossima
Da Il Novese, numero 2, Giovedì 17 Gennaio 2013
5 commenti:
Claudio, fossi in te sarei meno entusiasta, sulla base dei calcoli fatti da questo fisico:http://physics.ucsd.edu/do-the-math/2012/01/warm-and-fuzzy-on-geothermal/
L'unica fonte ragionevolmente rinnovabile sul lungo periodo è l'energia solare, non sarà facile imbrigliarla ma almeno non presenta limiti teorici di potenza o durata, come descritto nell'articolo che ti ho linkato.
Certo ci sono i vari sistemi fotovoltaici e l’eolico, però non sono in grado di fornire la potenza richiesta dall’industria.
È un problema dell'industria, non del fotovoltaico... In altre parole, i vincoli fisici sono quelli, siamo noi che ci ostiniamo a voler vivere fuori da questi vincoli.
Non si tratta di entusiasmo. è una possibilità che merita studio, e per il poco che posso capire è più vicina ad essere una fonte di potenza del fotovoltaico.
Comunque parlane con Bignami...
Caro Claudio, il discorso non è così semplice.
Da fisico che lavora nel settore energia di una grande impresa (Siemens) il tema mi è abbastanza noto.
Intanto, premetto subito che questa fonte di energia è ben nota e considerata. Paradossalmente più dall'industria che dai governi. Le industrie (anche quelle petrolifere) non sono interessate a nascondere le cose, semplicemente sono interessate a portare avanti le cose che portano guadagni, non combattendo le altre, ma lasciandole a governi e istituti di ricerca (questa non è una precisazione per te, so che tu queste cose le sai bene). Per esempio una delle grandi potenze nel settore del solare è la BP... nota al popolo come azienda petrolifera nemica delle rinnovabili...
Fatta questa premessa e tornando al punto:
1) il geotermico è già usato (anche in Italia), ma per ragioni economiche non quello profondo;
2) le conseguenze ambientali (non esistono solo i gas serra come effetti negativi) del geotermico profondo non sono ancora stati veramente studiati: al momento sia chi li minimizza sia chi li massimizza da solo aria alla bocca;
3) per quello che ne so (ne ho letto molto, ma non ci ho mai messo le mani personalmente) non comunque utilizzabile veramente dappertutto;
4) per ora è comunque estremamente costosa... molto, ma molto più sia delle classiche che delle rinnovabili... e la parte economica non va mai sottovalutata.
Per ora da fisico industriale mi permetto due semplici commenti:
1) l'energia pulita in assoluto NON esiste: l'unico modo di non inquinare è non usare energia;
2) un piano energetico serio sia economicamente che ecologicamente (locale, nazionale o globale che sia) non può basarsi su una fonte unica, ma deve per forza usare un mix di fonti.
Saluti,
Mauro.
Anche io sono un pochino scettico. La potenza emessa da tutta la terra è dell'ordine di 30-40 TeraWatt
http://www.mantleplumes.org/Energetics.html
Per contro l'umanità brucia una quantità spaventosa di energia
http://en.wikipedia.org/wiki/World_energy_consumption
"In 2008, total worldwide energy consumption was 474 exajoules (474×1018 J=132,000 TWh). This is equivalent to an average power use of 15 terawatts (1.504×1013 W)."
In pratica abbiamo bisogno di circa metà dell'energia termica emessa dalla terra (cosa neanche lontanamente realizzabile) per coprire i nostri fabbisogni energetici. Anche qui la cosa può aiutare ma non di più.
Per contro la terra riceve dal sole un'energia pari circa a 1.79E+17 W. Basta una frazione di 10^-4 volte di questa energia per coprire i nostri fabbisogni energetici. Considerando l'attuale efficienza ciò corrisponderebbe a ricoprire un'area di circa un millesimo della superficie terrestre con pannelli solari. Neanche queste questo credo sia facile ma certo forse aiuta di più...
@Mauro:
ovvio che le conseguenze dell'uso del geotermico profondo sono tutte da valutare. Sui costi, non so se il solare fotovoltaico o termico siano più economici, ma comunque non sono continui.
Come detto, è una possibilità da studiare, non mi sembra di aver scritto che è a posto, provato e sicuro...
@Daniele: un conto è l'energia termica emessa dalla Terra, che è fondamentalmente quella solare riflessa. Altro discorso è lo sfruttamento del calore profondo. Ora non ho sotto mano i conti, ma se Bignami lo mette per iscritto in un libro, forse i margini ci sono.
@Tutti: sono il primo a ritenere che un uso più razionale dell'energia sia un punto importante. Ma senza energia, ciccia, quindi ogni opzione dovrebbe essere valutata e se possibile testata.
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