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La notizia è fresca: il 15 Febbraio un
meteorite ha causato circa 1500 feriti a Chelyabinsk, in Russia. Un evento
raro, ma non isolato.
Come ho avuto modo di scrivere in passato, ci sono molti
asteroidi in orbita attorno al Sole, e le loro orbite possono incrociare la
Terra. Esiste un gruppo di studio che di dedica alla ricerca ed al controllo di
questi corpi celesti, con un sito web liberamente consultabile: http://neo.jpl.nasa.gov/.
Tuttavia ci sono dei limiti. Possiamo controllare solo
quello che possiamo vedere, ed il meteorite del 15 Febbraio era piccolo, solo
17 metri di diametro ed una massa di 10.000 tonnellate. Troppo piccolo per
poter essere visto e seguito.
Si tratta del più grande oggetto dall’evento di Tunguska,
ma non l’unico che abbia colpito la Terra. Veramente colpito non è la parola
giusta, perché è raro che un meteorite raggiunga il suolo senza esplodere in
atmosfera, ed è quello che è successo in Russia: il bolide è esploso ed è l’onda d’urto dell’esplosione che ha causato
la maggior parte dei danni. A terra sono arrivati i frammenti del corpo
esploso.
Un evento di queste dimensioni è atteso in media ogni 100
anni, il che, trattandosi di probabilità e non di certezze, vuol dire che può
accadere di nuovo domani, oppure non prima del 2500.
Ci sono però corpi più piccoli che colpiscono il nostro
pianeta ogni giorno, tanto che si stima in circa 50
mila tonnellate all’anno la quantità di ‘detriti’ cosmici che ogni anno
‘appesantiscono’ la terra.
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Nella maggior parte dei casi si tratta di polveri o
ghiaia, senza alcun effetto. A volte sono abbastanza grandi da generare scie
luminose chiaramente visibili nel cielo notturno, come le famose ‘lacrime di
San Lorenzo’, o per meglio dire le Perseidi, una nuvola di
residui della cometa Swift-Tuttle
che attraversiamo nella prima metà di Agosto.
Di tutti questi meteoriti a terra
rimane polvere e granelli di pochi millimetri di diametro, e solo raramente
pezzi di dimensioni più sostanziose. La ‘fortuna’ è che la maggior parte dei
meteoriti cadono in acqua, senza causare danni, ma non sempre è così.
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Come
detto, la maggior parte dei meteoriti si disintegrano in aria, e l'impatto con
la superficie terrestre è raro. Ogni anno si stima che il numero di rocce delle
dimensioni di una palla da baseball o più che cadono sulla Terra si aggiri
sulle 500. Di queste ne vengono mediamente recuperate solo 5 o 6; gran parte
delle rimanenti cadono negli oceani o comunque in zone in cui il terreno rende
difficile un loro recupero.
Per esempio, il 18 maggio 1988, sulla zona di Torino ovest,
cadde una pioggia di frammenti di meteorite. Uno, del peso di 800 g piombò
nel parcheggio dello stabilimento attualmente Alenia, in corso Marche.
Curiosamente l'azienda in questione costruisce, fra l'altro, anche scudi di
protezione anti-meteorite per satelliti artificiali. Altri frammenti vennero
raccolti a Pianezza, Collegno e Borgata Leumann. Il campione principale è
conservato presso la stessa Alenia.
Questa continua pioggia di polvere cosmica può anche essere
occasione per un simpatico esperimento: raccoglierle e studiarle. Questo viene
fatto nei licei americani, e non richiede chissà quali attrezzature. Serve solo
uno spazio aperto, un foglio di carta bianca oppure una grande bacinella, una
calamita ed un po di pazienza. Potete
trovare i dettagli nel blog Ditadifulmine. Potrebbe essere un’idea per il
prossimo anno scolastico.
Nel frattempo, sappiate che al momento non ci sono asteroidi
di dimensioni pericolose in rotta di collisione. Ma domani potrebbe cambiare…
Alla prossima!
Da Il Novese, numero 8, Giovedì 28 Febbraio 2013
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