Le Iene hanno portato alla ribalta il caso molto toccante di
una sfortunata bambina, Sofia, affetta da una grave malattia. La bambina era
curata con il ‘metodo Stamina’, bloccato dai NAS, e grazie all’emozione
suscitata dal servizio delle Iene il ministro ha autorizzato in via eccezionale
il proseguimento delle cure.
L’intervento di famosi cantanti (che sono notoriamente
esperti di medicina) e la anche comprensibile onda di commozione suscitata per
il caso umano ha portato a dipingere Balduzzi ed il ministero come i
"cattivi" che impediscono ad una bambina di proseguire le sue cure e
la Stamina Foundation come un ente benefico che ha seguito le
regole della scienza.
Per prima cosa vorrei rassicurare che capisco quale può
essere lo stato d’animo di una famiglia quando una persona cara – per di più
una bambina – è in gravi condizioni di salute.
Tuttavia non è con l’emozione che si guarisce. Quando la
guarigione è possibile (e purtroppo non sempre lo è) questa si ottiene
applicando la ragione e la scienza.
Dobbiamo quindi ragionare e sapere cosa è il ‘metodo
Stamina’.
Per prima cosa il Dott. Vannoni, responsabile di questo
metodo, non è un medico. È laureato in lettere ed insegna psicologia della
comunicazione. Le cellule staminali non sembrano essere parte del suo
curriculum.
Su questa ‘cura’ non si trovano pubblicazioni scientifiche,
test, esperimenti, lavori clinici o
altro che possano supportarne l’eventuale efficacia.
A fronte di queste ‘anomalie’, il PM Guariniello ha disposto
degli accertamenti. Si sono mossi così i NAS (Nuclei antisofisticazione dei
Carabinieri) e l'AIFA (Agenzia italiana del farmaco), dopo il parere
dell'Istituto Superiore di Sanità su questa presunta terapia, per ispezionare
del centro, i suoi locali e la gestione delle presunte cure. I risultati
dell'ispezione parlano chiaro:
•l'esistenza di un concreto pericolo per i
pazienti a causa delle modalità di conservazione dei campioni di cellule da
trapiantare, preservati in modo approssimativo, identificati da etichette
scritte a matita e di non chiara interpretazione e quindi facilmente
confondibili
•in uno dei due campioni esaminati sono
stati riscontrati inquinanti in grado di determinare rilevanti effetti
biologici avversi come il rigetto cellulare e altre reazioni immunologiche
•il metodo è descritto in modo superficiale
e incongruo e prevede trattamenti con prodotti di origine animale vietati per
uso clinico. Non sono mai emersi né mai sono stati in precedenza riportati da
Stamina studi preclinici effettuati su animali prima di eseguire i trattamenti
nei pazienti in clinica
•le cellule prodotte dopo stimolazione in
coltura hanno una irrilevante attività biologica ai fini della rigenerazione
nervosa, che scompare dopo 24 ore, e la dose di cellule somministrate è
minimale rispetto agli standard di terapie analoghe pubblicati in letteratura.
I pazienti che ricevevano le cellule prodotte da Stamina erano trattati in
alcuni casi con cellule proprie (autotrapianto), in altri casi con cellule provenienti
da donatori esterni (allotrapianto), in altri casi ancora - e ciò ha destato
profonda preoccupazione - con cellule provenienti da altri pazienti malati, con
la possibile trasmissione di gravi patologie.
Il Board, applicando i
principi base dell'etica medica, ritiene che il progetto terapeutico e le
condizioni di applicazione della terapia siano assolutamente insufficienti e
senza valida documentazione scientifica e medica a supporto riconosciuta.
Sottolinea che i rischi biologici connessi alla terapia sono gravi e
inaccettabili e che la conduzione della metodologia non solo non ha rispettato
le norme di manipolazione e sicurezza, ma anche i più elementari standard di
indagine di laboratorio.
Questo ha portato al "blocco" della
somministrazione della terapia con conseguenti ricorsi (alcuni vinti ed altri
persi) di chi sottoponeva o voleva sottoporre i suoi cari alla
"cura". Il ministero ha stabilito che chi vuole sottoporsi a cure con
staminali può farlo solo in centri medici autorizzati anche se solo a fini
"compassionevoli", ma non in quel laboratorio che aveva mostrato
gravissime irregolarità, non solo amministrative.
Se questi fossero i risultati a carico di qualsiasi farmaco
o terapia in commercio sarebbe stato uno scandalo nazionale, si sarebbe parlato
di tentativo di strage, truffa pubblica, immondo tentativo di imbrogliare la
popolazione. Invece la reazione a tutto questo è stata molto diversa
realizzando un fenomeno causato dalla disinformazione, dall'ignoranza
scientifica e dalla voglia di aiutare a tutti i costi senza comprendere le
conseguenze del caso.
Rimando al blog Medbunker per gli approfondimenti del caso.
Alla prossima.
Da Il Novese, numero 12, Giovedì 28 Marzo 2013
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