Almeno, non sempre. Già, perché i nostri occhi ci ingannano,
e spesso capire quello che ci circonda non è cosa da poco. Ci sono fenomeni che
appaiono semplici mentre in realtà sono molto complessi, e fenomeni
apparentemente impossibili ma comuni. Senza parlare di tutti i casi dove
piccole variazioni delle condizioni possono portare a grandi differenze finali.
Insomma, è tutto un gran
macello…
Molto di quello che facciamo dipende dalla nostra
educazione, dai nostri studi, dai nostri preconcetti. Il mio personale
preconcetto è che valutare le cose con il metodo scientifico è meglio che
fidarsi dell’istinto oppure del sovrannaturale. Questo perché i miei studi, le
mie letture, la mia esperienza mi hanno portato a vedere le cose sotto una determinata
luce, e sono convinto che spiegazioni ‘alternative’ dei fenomeni che osservo
siano più deboli di quelle offerte dalla scienza. È il mio preconcetto, e fino
a quando mi troverò bene con questo, me lo tengo stretto.
Ma io sono così perché ho un certo tipo di educazione. Come
sarei senza questa educazione? Anzi, come saremmo tutti noi senza i 10000 anni
di civiltà che ci hanno preceduto? Senza aiuto da parte della mole di
conoscenze accumulate dall’umanità, saremmo in grado di spiegare cose per noi oggi
‘banali’?
Facciamo una prova. Dimentichiamo tutto quello che abbiamo
studiato, visto, letto. Cancellato
tutto? Bene: la terrà è piatta oppure è
rotonda?
No, non abbiamo foto dallo spazio. Amerigo Vespucci (ops... meglio dire Magellano...) non
sappiamo chi sia. Non abbiamo altri strumenti
se non i nostri sensi ed il nostro cervello. Come possiamo dedurre che
la terra è rotonda?
Intanto, in una situazione senza la scienza e la tecnologia
che abbiamo oggi, ben difficilmente avremmo tempo o interesse per questa
domanda. Saremmo impegnati in compiti più immediati, come non morire di fame o
di freddo. Ma supponiamo di avere già una struttura che ci permetta di iniziare
a speculare di cose astratte, e vediamo che possiamo fare.
In questo caso non è molto difficile arrivarci: guardando
una nave che prende il largo, questa sembra affondare, cioè scompare prima lo
scafo e infine le vele; se la Terra fosse piatta, si osserverebbe che la nave,
allontanandosi, diventa sempre più piccola, ma comunque la si vedrebbe sempre
tutta intera.
Bisogna però avere l’idea di fare questa verifica, cosa comunque
non banale.
Un altro sistema prevede una base di matematica, un modo
accurato per misurare il tempo e diverse misure fatte in luoghi diversi del
pianeta: si osserva alla stessa ora una stessa stella: se la Terra fosse piana,
l'astro apparirebbe alla stessa altezza sull'orizzonte; invece, a causa della
curvatura della superficie terrestre, la sua posizione viene valutata ad
altezze diverse in funzione della latitudine a cui si trovano gli osservatori.
Altra domanda: è la terra che gira intorno al sole, o
viceversa?
Acciderbola… e questa come me la arrangio? Intanto devo veramente
avere una struttura che mi permetta di dedicarmi allo studio, perché stavolta
non c’è una nave all’orizzonte a togliermi dai guai.
Devo iniziare a scrivere
(già, ho bisogno della scrittura…), devo passare molto tempo ad osservare il
cielo, segnare le posizione di quei puntini luminosi per mesi ed anni. Devo
accorgermi che alcuni sono fissi (le stelle) mentre altri si muovono (i pianeti).
Devo misurare (ecco di nuovo la matematica) di quanto si spostano, devo
imparare a predire dove saranno il mese o l’anno prossimo (e mi serve quindi un
calendario, che invento grazie alle mie osservazioni del cielo).
Ne ho abbastanza? Con queste basi, Aristarco di Samo, nel III secolo AC, teorizzò
che era la terra a girare intorno al sole, ma la sua teoria non era abbastanza
solida da convincere tutti, e bisogna arrivare al 1543, quando Copernico descrisse la teoria eliocentrica. L'ipotesi di Copernico era basata
essenzialmente su calcoli astronomici e probabilmente su lavori di alcuni
studiosi arabi che ripresero le idee dei greci. Copernico impostò la nuova
teoria al fine di ridurre la complessità dei calcoli
necessari a prevedere le
posizioni dei pianeti.
Il progresso della tecnologia (e della scienza) ci ha poi
portato altre prove del fatto che sia la terra ad orbitare intorno al sole, che
orbita intorno al centro galattico, che a sua volta si muove verso l’infinito
ed oltre… Ma non abbiamo nessun modo per poter dire: la terra gira attorno al
sole, ‘basta guardare’…
Eppure ci sono tante persone che fanno affermazioni
dirompenti, eccezionali, portando come prova delle loro parole un ‘è li, basta
guardare’, o cose simili.
No, mi spiace ma non basta guardare. Bisogna misurare
quello che si guarda, esaminare, verificare, e capire. E poi verificare ancora,
perché quello che sappiamo oggi può essere superato da quello che sapremo
domani.
Dobbiamo continuare ad arrampicarci sulle spalle di quelli
venuti prima di noi, per permettere ai nostri figli di andare ancora più
avanti.
Alla prossima!
Da
Il Novese, numero 39, Giovedì 31 Ottobre 2013
(PS: ringrazio il gruppo Facebook 'Amici del CICAP' per l'idea...)

2 commenti:
Amerigo Vespucci non sappiamo chi sia.
Ehmmm... forse era meglio citare Magellano.
Ehmmmmm.... mi sa che hai ragione... (correggo)
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