Recentemente è stata presentata al Consiglio Regionale Toscano una mozione sullo spinoso tema delle scie chimiche. Proviamo a leggerla e ad analizzarla.
Premesso che
da almeno un paio di
decenni si sono moltiplicate le segnalazioni da parte di cittadini e
organi di stampa circa il moltiplicarsi di scie persistenti nel cielo. Anche grazie alla rete Internet si sono diffuse molte teorie diverse sulle origini e sulla possibile composizione di queste
scie. Blog e siti di informazione hanno alimentato nel corso degli anni
differenti filoni più e meno provati scientificamente
Vero, le scie sono aumentate intorno al 2000, quando sono comparse le
linee low cost che hanno moltiplicato il traffico aereo. E la gente,
che prima non notava quelle scie bianche, ha preso ad osservarle. Ma il
fenomeno esiste, è fotografato ed è studiato da ben prima, da ormai quasi un secolo.
Perché ad esempio le scie erano presenti dietro agli aerei della
seconda guerra mondiale, rendendoli visibili alla contraerea, e quindi
si è cercato di capire
come si formino, per non produrle. Bene, in sintesi non si può. Non
solo le scie non sono create deliberatamente, ma se si potesse evitarle
lo si farebbe.Quindi esistono sostanzialmente due filoni:
- quello scientifico, che studia in che condizioni i motori degli aerei, che scaricano circa un litro d’acqua al secondo nell’atmosfera, formano scie di condensa e quando queste persistono, con migliaia di studi, analisi (vedi anche questo video), esperimenti pubblicati su riviste scientifiche peer review;
- quello dei sostenitori della teoria del complotto, che ipotizzano le tesi più inverosimili senza l’ombra di una prova, o anche solo di un indizio. Ovviamente nessuna di queste tesi ha il minimo riscontro scientifico
Secondo alcune di queste teorie le
scie in questione potrebbero essere composte da sostanze chimiche
(principalmente metalli come bario ed alluminio) introdotte
nell’atmosfera allo scopo di indurre cambiamenti del clima
Se qualcuno ha proposto di introdurre sottili
striscioline di alluminio con lo scopo di riflettere la luce del Sole e
contrastare il riscaldamento globale (striscioline che nessuno ha però
mai trovato, per cui presumibilmente l’idea non è stata mai messa in
atto), non esiste nessuna possibile applicazione dello spargere bario in
atmosfera. La cosa è nata semplicemente da un’ipotesi, sballata, per
cui il bario, che reagisce fortemente con l’acqua, potrebbe ridurre
l’umidità atmosferica e contrastare la pioggia. Ma basta farsi due conti
e si vede che per assorbire una piccola nuvoletta servirebbe la
produzione mondiale annua di bario, trasportato in cielo da migliaia di
aerei.
Altri studiosi riconducono queste scie
ad esperimenti militari, facendo riferimento ad alcuni accordi che
l’Italia avrebbe stretto con gli Stati Uniti in ambito di ricerche sul
controllo del clima.
L’accordo n. 4-02154 del 2002 è talmente segreto da essere disponibile in rete. E tratta di ricerche sui cambiamenti climatici, non sul controllo del clima. Capofila della ricerca in Italia è il fiorentino CNR-IBIMET,
che ha “modificato” una piccola porzione di un boschetto di pioppi,
vicino ad Arezzo, immettendo anidride carbonica per vedere come le
piante reagiscono al cambiamento. Gli “studiosi alternativi”, leggendo
solo la frase “modifica di ecosistemi”, hanno interpretato il tutto come
una modifica su larga scala degli ecosistemi europei, ma semplicemente la ricerca, pubblica
e con risultati disponibili pubblicamente, non diceva questo. Inutile
sottolineare che in tutto il documento le scie degli aerei non vengano mai nominate.
Una crescente letteratura sul tema
delle scie chimiche associa questo fenomeno al programma HAARP e più
nello specifico a precisi esperimenti in corso da anni in più parti del
mondo che mirano a mettere a punto un sistema di controllo delle menti.
Inutile sottolineare che questa letteratura è costituita da siti
internet di pura fantasia, senza nessun documento che mostri che questi
esperimenti siano in atto, o anche solo possibili teoricamente. Si
tratta di un ottimo argomento per un film di fantascienza, ma ad esempio
l’abbondantissima letteratura sugli intrepidi astronauti interstellari
non costituisce una prova di progetti segreti della NASA per arrivare ad
Alpha Centauri. HAARP
era un sito di studio della ionosfera, e il trasmettitore di cui era
dotato produceva un segnale che, arrivato sulla ionosfera, era già sotto
i limiti di 6 V/m della legislazione attuale italiana. Il segnale
riflesso da lì verso terra era rilevabile solo con sensibili ricevitori
radio, e difatti veniva rilevato per sport dai radioamatori. Proprio
questi, circa un anno fa, si sono accorti della cessazione della sua attività,
e il sito è attualmente in fase di smantellamento. Non esiste in ogni
caso nessuna possibile relazione tra onde radio ed eventuale diffusione
di sostanze strane nelle ipotetiche scie (o tra onde radio e controllo
delle menti).
Anche a seguito della diffusione di
studi come quelli sopracitati, si sta assistendo negli ultimi anni ad
una crescita della preoccupazione da parte dei cittadini per le
possibili ripercussioni delle scie chimiche sull’ambiente, sulla salute
umana e più in generale sulla nostra società
La diffusione di teorie di fantasia, spacciate per studi scientifici
seri ma guarda caso mai sostenute da scienziati professionisti, può
creare preoccupazioni. Proprio per questo è essenziale non diffondere
queste paure, ma fornire informazioni corrette e circostanziate, a
cominciare dai nostri politici.
La prima protesta ufficiale contro
questo fenomeno risale alla fine degli anni ’90, quando in seguito ad
una notevole presenza di anomale scie, gli abitanti di una regione del
Canada cominciarono a lamentare vari problemi di salute ed alcune vaste
aree divennero aride. Le analisi effettuate sul terreno rilevarono la
presenza di un’elevata quantità di alluminio nei campioni, pari a 20
volte il limite indicato per l’acqua potabile.
Riguardo a questa affermazione rimando all’analisi
fatta dal chimico Simone Angioni. Sottolineo come trovare alluminio nel
terreno è perfettamente normale, l’alluminio è un elemento comunissimo,
è ad esempio tra i componenti dell’argilla. In molte delle analisi presentate
si può vedere come il campione contenga terra, o acqua contaminata da
polvere alzata da terra. In altre vengono confusi limiti in milligrammi e
microgrammi, moltiplicando quindi per 1000 i valori trovati per un
banale errore di calcolo. Inoltre, anche si trovassero livelli elevati
di un inquinante risulterebbe difficile ricondurlo a scie disperse a 10
km di quota, che ricadrebbero a terra dopo giorni e a migliaia di km di
distanza.
Considerato che
solo negli ultimi 10 anni sono state
presentate al parlamento Italiano almeno una quindicina di
interrogazioni in merito alle scie chimiche, molte delle quali sono
rimaste lettera morta e non hanno ricevuto una risposta dagli organi
governativi. Le risposte fornite, invece, tendono spesso a ripetere lo
stesso copione (in qualche caso utilizzando anche le stesse frasi), non
fanno riferimento a dati o studi scientifici, ma piuttosto lamentano la
mancanza di studi e analisi specifici.
Le interrogazioni ripetono per 15 volte la
stessa domanda (in moltissimi casi utilizzando anche le stesse frasi).
Il Governo ha risposto che si tratta di scie di condensa, che non
esistono prove del contrario, che non viene eseguita, o permessa a
terzi, nessuna attività clandestina. Dopo le prime risposte ha semplicemente evitato di ripetere una risposta identica a domande identiche.
Tenuto conto che
la Regione Toscana è dotata di una
Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (ARPAT) incaricata di
monitorare le condizioni di salute del territorio, con particolare
riferimento all’inquinamento dell’aria e dell’acqua
Il Consiglio Regionale impegna il Presidente della Giunta
ad avviare, tramite l’ARPAT, uno
studio preliminare sul fenomeno delle cosiddette scie chimiche, con
particolare riferimento alle possibili ripercussioni di esse sullo stato
di salute del suolo, della qualità dell’acqua e dell’aria
Già fatto! Esiste un tale studio,
e guarda caso conclude che si tratta di scie di condensa, che si
comportano esattamente come ci si aspetta si comportino le scie di
condensa, e permangono in aria (o no) come fanno le scie di condensa. Si
nota anche che, nelle analisi di routine di acqua, aria e suolo non si
nota una tendenza ad un aumento della presenza di bario ed alluminio. Lo
studio è molto documentato, e cita circa 25 studi scientifici.Chiedo un favore a chi volesse commentare esprimendo dubbi. Controllate che non vi sia già stato risposto, nelle FAQ del CICAP, o nel sito MD80, o su Contrailscience. Se la risposta data non vi convince, fate un piccolo sforzo e argomentate perché, possibilmente portando prove. No, una foto o un video di scie di condensa non è una prova. No, un arcobaleno un po’ strano o un’iridescenza non sono prove, anzi dimostrano che quella è condensa, perché il ghiaccio delle scie può produrre iridescenze, i metalli no. No, “io una volta non le vedevo” non è una prova. No, “le scie non possono persistere più di qualche minuto” non è una prova, è semplicemente falso. No, un “si vede ad occhio che non sono a 8000 metri” non è una prova, una foto con una scala di confronto potrebbe esserlo (forse). No, un’analisi chimica fatta a terra non è una prova, soprattutto se trova che il terreno contiene argilla e sabbia.
3 commenti:
Bell'analisi.
Continuo a pensare peraltro che uno che crede seriamente alle scie cOmiche debba essere interdetto dai pubblici uffici e privato del diritto di voto, per manifesta incapacità di intendere.
Fossero solo gli sciachimisti da interdire... i interdirei i complottisti tutti.
Grillini?
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