loro corredo genetico modificato in modo mirato con tecniche specifiche.
Da anni esiste una campagna di informazione (?) mirata a
proibire l’uso di OGM, sulla base di un malinteso principio di precauzione.
Questa campagna ha enormemente rallentato l’introduzione del Golden Rice, un
riso modificato per produrre provitamina A che potrebbe evitare 500.000 casi di
cecità e 2 milioni di morti ogni anno (2).
Oggi dire che un prodotto è OGM free è una leva di
marketing, che permette maggiori vendite ad un prezzo più alto. Siamo
addirittura arrivati al punto che la scritta ‘OGM free’ appare in prodotti che
NON HANNO GENI, come il sale (3).
Eppure, tutto quello che mangiamo è frutto di mutazioni genetiche
(4). Il grano, il riso, il mais, le mele, gli agrumi, le angurie, nelle loro
versioni ‘naturali’ erano piante piccole, con pochi (o con troppi) semi, di
difficile coltivazione. I nostri antenati hanno pazientemente selezionato le
versioni che davano frutti migliori.
Queste versioni migliorate sono tutte dovute a modifiche
genetiche, un tempo naturali (un pianta di grano incrociata casualmente con il
sorgo, per esempio), poi forzate (incroci non facili in natura fatti in serra),
poi indotte con prodotti chimici (come l’iprite (5)) e radiazioni nucleari.
Si, molti apprezzati prodotti che sono oggi sulle nostre
tavole sono stati prodotti da mutazioni forzate da radiazioni atomiche (6). E
che buono è il pompelmo rosa!
Ma torniamo in tema… Tutto quello che mangiamo è frutto di
mutazioni genetiche selezionate nel corso degli anni, e le possiamo
classificare in 3 gruppi principali (OK, è una semplificazione, vi prego di
passarmela):
1 – Incroci e mutazioni naturali, su cui non abbiamo
controllo. Possono essere positivi o negativi, ma non sappiamo esattamente che
cosa è cambiato (anche se lo possiamo scoprire)
2 – Incroci e mutazioni forzate, seguite da una lunga
selezione delle varianti migliori. Queste tecniche vengo usate per introdurre
caratteri specifici, come la resistenza ad un diserbante, senza usare
l’ingegneria genetica, ed il risultato spesso si porta dietro qualche mutazione
nascosta.
3 – Tecniche di ingegneria genetica (7), i cui prodotti si
fregiano del titolo di OGM, dove la specifica caratteristica, e solo quella,
viene innestata in modo mirato.
La cosa principale non è ‘la mutazione’. La vogliamo, la
cerchiamo questa mutazione, per migliorare rendimento, resistenza e sapore. O
per salvare un prodotto a rischio estinzione a causa di virus o funghi (per
esempio banane e pomodori san Marzano).
La cosa importante è ottenere la ‘migliore’ mutazione
possibile, senza introdurre mutazioni indesiderate e con la minor spesa (di
soldi e di tempo).
Sapendo inoltre che gli OGM sono tenuti a passare test di
sicurezza non necessari per gli altri tipi di incroci… che sistema usereste per
migliorare una pianta?
Alla prossima
1 commento:
http://www.alessandrianews.it/opinioni/sale-ogm-free-115586.html
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