Ah, la politica…
quanti danni ha fatto nel corso dei secoli! Quante bugie sono state dette e
scritte per supportare questa o quella tesi, politica, economica, sociale. Si
potrebbe dire che la capacità di mentire per il proprio tornaconto sia il
carattere distintivo della razza umana!
| Immagine tratta di Wikipedia |
Un esempio che si
potrebbe definire ‘inaspettato’ lo offre la Chiesa, che per secoli ha
giustificato il potere politico (temporale) dei papi, eredi degli imperatori
romani, in base ad un documento: la "Donazione di Costantino".
La leggenda narra
che l'imperatore Costantino I, nel 313, avesse preso la lebbra, diffusa su
tutta Roma dal fetido alito di un drago. Si, un drago. Andiamo bene… Allora papa
Silvestro lo aveva battezzato e lui, subito dopo, era guarito. Miracolo! Costantino,
colmo di gratitudine per l’inaspettata guarigione, decide di donare al papa la
città di Roma e l'Occidente, spostando a Costantinopoli la sede del potere
imperiale.
Il tutto viene
ufficializzato in un documento diviso in due parti. La prima parte narra la
leggenda di San Silvestro che guarisce l’imperatore. La seconda parte espone la
gerarchia ecclesiastica e racconta la donazione alla Santa Sede della parte
occidentale dell’impero, inclusa Roma.
In base a questa donazione i papi
consideravano legittimo il loro potere temporale; non solo, pretendevano di
avere autorità anche sui sovrani dell'Occidente.
Si tratta,
quindi, di un documento importantissimo per la storia della Chiesa e
dell'Occidente. Ha portato a varie liti tra papato ed impero, ed ha
giustificato il potere temporale dei papi fino alla breccia di Porta Pia (ed
oltre…). Questo importante
documento, tuttavia, risulta essere un falso!
Già la presenza
di un drago spargitore di lebbra è ‘fantasiosa’. Che un imperatore rinunci
volontariamente al potere su metà del suo impero è decisamente improbabile. L’imperatore
Ottone III aveva avanzato i suoi dubbi basati su motivi formali, come la
mancanza di un sigillo.
La dimostrazione
‘definitiva’ che la ‘donazione’ non poteva essere stata scritta ai tempi di
Costantino, viene nel XV secolo da Nicola Cusano e Lorenzo Valla con il loro ‘De
falso credita et ementita Constatini donatione declamatio’. In questo saggio,
basato su solidi argomenti storici e linguistici, si dimostra che la
‘donazione’ è scritta usando espressioni non in uso in epoca romana, introdotte
secoli dopo durante le invasioni barbariche. Inoltre nel documento si fa
riferimento ad una città (Costantinopoli) non ancora fondata, ed a territori
non ancora scoperti all’epoca a cui dovrebbe risalire il documento.
Chi ha scritto,
allora, il documento? E quando?
Non è semplice
rispondere a queste domande. Ci sono due ipotesi principali: una lo fa risalire
all'epoca di papa Stefano II (seconda metà dell'VIII secolo) per giustificare
la creazione dello Stato della Chiesa. Secondo l’altra, è stato ideato in
occasione dell'incoronazione di Carlo Magno (800) a imperatore del Sacro Romano
Impero.
Chiunque abbia
scritto il documento, disponeva di un ufficio marketing di tutto rispetto,
visto che per secoli tutti hanno creduto che fosse autentico. Dopo l'età
carolingia la Donazione fu riesumata da Leone IX nel 1053, passando poi nel
Decretum Gratiani e in altre raccolte di decretali, essendo considerato
documento di tutto rispetto dagli stessi avversari del potere temporale dei pontefici.
E' indubbio
comunque che la ‘donazione’ abbia avuto grande influenza nella storia della
penisola italiana, essendo alla base del potere temporale che ha avuto la
chiesa, e che proseguì, senza interruzioni, fino alla breccia di Porta Pia, nel
1870.
L’unico falso
nella storia? Certo che no. Ne parleremo ancora…
Alla prossima!
Da Il Novese, numero 4,Giovedì 2 Febbraio 2012
. Wikio
4 commenti:
La storia è costellata di episodi simili a questo, di falsi storici, di vere cospirazioni (non le baggianate su 11/9, scie e signoraggio vomitate su internet). Si pensi al Protocollo dei Savi di Sion, la cospirazione contro i Templari o la Congiura di Catilina
Alcuni esempi e riflessioni arrivano dai romanzi di Umberto Eco come "Il pendolo di Focault" o "Il cimitero di Praga". Le riflessioni di Eco sui complotti sono poi interessanti e ben riassunte in questo suo articolo:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-sindrome-del-complotto/1501127
Dei Savi voleva parlare settimana prossima... :-(
Fa sempre piacere leggere qualcosa di interessante sui Savi! :-)
Non sperare in qualcosa di particolare. Sarà solo un riassuntino di quando dovrebbe essere ormai noto a tutti.
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